Scovo piccoli produttori di qualità e li porto nel mondo

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Una vita come manager nel campo editoriale (a 26 anni era il direttore marketing del Sole 24 Ore), Antonio Maurizio Gaetani, romano, 52 anni, lascia tutto per reinventarsi una vita da imprenditore: «Volevo cambiare, fare qualcosa di bello, coniugando le mie competenze alla mia passione per il cibo» racconta a Millionaire.

Antonio ha un’idea: scovare i prodotti della tradizione enogastronomica italiana, pescando tra piccoli produttori di qualità, e venderli in negozi in giro per l’Italia e per il mondo: «Ho mollato la mia carriera da dirigente e sono andato in giro per l’Italia. Mi hanno aiutato agronomi e chef, scovavo il prodotto, loro lo giudicavano sul gusto e sulla lavorazione (doveva essere prodotto interamente in Italia) e, se passava l’esame, lo inserivamo nel negozio. Finora abbiamo raccolto 570 prodotti (formaggi, insaccati, oli, paste, confetture, cioccolato… ».

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Oggi la sua idea è un brand, Italia di Gusto: «Abbiamo iniziato con un primo test a Valencia. L’idea è di aprire 50 botteghe nei prossimi due anni».

Per realizzare Italia di Gusto, ha investito una cifra superiore al milione di euro («soldi miei» precisa), messo insieme una squadra di sette persone e ideato una formula di franchising: «Chi vuole aprire un nostro punto vendita, ci contatta. L’investimento è di 85mila euro e comprende allestimento, le attrezzature per il negozio, una prima fornitura di materiale. Incluso nel prezzo c’è anche la formazione su come gestire un business nella ristorazione e come presentare e promuovere i prodotti».

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Italia di Gusto ha oggi sedi a Roma, Milano e Cava de’ Tirreni. E all’estero apriranno negozi nel New Jersey, a Boston, Sidney, Vancouver, Dubai: «Riceviamo richieste e le valutiamo. È importante per noi la location. Deve essere in una zona centrale in una città con non meno di 70mila abitanti. Cerchiamo gente appassionato: la professionalità la puoi insegnare la passione no».

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Quali sono le chiavi per avviare un’attività nel food ed esportarla?

Innanzitutto, direi che bisogna fare le cose che ti piacciono, partire dai propri bisogni e pensare di soddisfarli. È l’unico modo per superare gli ostacoli che sono tanti per chi lavora nella ristorazione: dai rivoli burocratici alla mancanza di tutela del Made in Italy, tra i brand più importanti al mondo, ma anche tra i meno difesi. Poi affidarsi ad esperti: agronomi, chef, esperti di comunicazione, legarsi a persone che possano darti consigli utili e metterli in pratica. Ci vogliono tante competenze e non si può pensare di farcela da soli. Infine, trattare tutti, dai dipendenti ai clienti, come persone. Intuire i loro problemi, le loro esigenze e capire come poterli intercettare».

INFO: http://www.italiadigusto.it/

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Giancarlo Donadio

 

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