Sesso business e videotape

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Aprire un sexy shop: c’è chi lo ha fatto dopo un licenziamento e chi, partito in piccolo, oggi gestisce megastore da 400 mq. Il settore non rallenta e gli spazi d’impresa non mancano

L’industria del porno continua a crescere. E quella dei gadget sexy non sente la crisi. La notizia: anche le aziende dell’entertainment audio-video si buttano nel settore: la Philips si è lanciata nella produzione di un anello vibrante. Nel 2008 le vendite di sexy toy sono aumentate del 15%. Va forte la vendita on line, ma anche il mercato dei negozi su strada non perde colpi. Roberto Schieri (a destra) ha perso il lavoro a 40 anni, dopo 20 passati in una catena di montaggio. Ma invece di finire in mezzo a una strada ha deciso di aprire un sexy shop e ha scoperto un mercato dalle enormi potenzialità. Siamo a Pederobba (Tv), è il 2002. Oggi insieme all’ex collega Marco Pizzolotto e grazie agli utili reinvestiti, Schieri apre il quarto negozio. Altra storia: Diego Bortolin nel 1994, ispirato proprio da un articolo apparso su Millionaire, ha aperto in Friuli a Casarsa “Le Tentazioni”. Oggi ha un megastore del sesso di 400 mq che, oltre a vendere all’ingrosso, propone l’apertura di negozi in franchising (www.sexyfranchising.com).

«Nei nostri negozi il 40-50% del business viene dalla vendita dei dvd. Grazie a un ricco catalogo con più di 1.000 titoli abbiamo clienti con poca dimestichezza per Internet che fanno anche 400 km per comprare i nostri film» spiega Bortolin. Nei negozi c’è chi spende 50 euro, ma in vendita ci sono anche pezzi da centinaia di euro come le Real doll, bambole gonfiabili che oggi hanno tutti gli snodi possibili con scheletro in alluminio e prezzi da 3.000 a 6.000 euro. Tra oggettistica, intimo, scarpe, dvd e riviste hard, creme erotiche e lubrificanti, realtà più grandi hanno dai 10.000 ai 15.000 articoli su 300-400 mq. Ma ne possono bastare anche 80-100 purché si indovini la posizione, in un punto di grande passaggio ma non troppo vicino ad altri negozi. Non funzionano più bugigattoli bui ma arredo chiaro, luminoso e curato nei dettagli. Nei centri storici delle maggiori città stanno persino aprendo i primi love-shop specializzati in articoli di gran lusso (e prezzo). Agli inizi per farsi conoscere è utile fare inserzioni sui giornali locali, volantini, manifesti e striscioni ma funziona di più organizzare una festa di inaugurazione con la presenza di una pornostar. Le vendite dei sexy shop registrano un’impennata a dicembre per il Natale e durante l’estate. Conta molto anche l’efficienza delle commesse che devono proporsi in modo discreto e dare “consigli per gli acquisti”.

Ma dove si acquista la merce? I sexy toy sono pressoché tutti di importazione da Cina, Stati Uniti ma anche Spagna e Germania. I distributori nazionali all’ingrosso si contano sulle dita di una mano (www.mistersex.it,  www.europeetcommerce.it, www.mc-falland.it, www.sexyfranchising.com).  Per contattare  gli importatori internazionali e per vedere le “ultimissime” dal mondo è opportuno visitare Venus, la fiera del sesso che si tiene in ottobre a Berlino (www.venus-berlin.com). Sul fronte della distribuzione sono in arrivo molte novità. «Stiamo per aprire alle porte di Roma un outlet del sesso, una città dell’eros da girare con il carrello come al supermarket tra scaffali stracolmi di linee di prodotti che non si trovano in negozio, a prezzo risparmio del 10-15%» dichiara Andrea, responsabile commerciale di MisterSex, uno dei maggiori distributori all’ingrosso, che offre anche l’opportunità di diventare drop-shipping. In pratica il cliente può decidere di vendere a sua volta on line nella cerchia di amici con provvigioni dal 5 al 10%. Bisogna però farsi una vetrina Web e aprire una Partita Iva. Funzionano  anche i distributori automatici “hot”, aperti 24 ore su 24, da collocare al di fuori dei negozi o nei punti strategici vicino a motel, stazioni, aeroporti (vedi box a pag. 70).

 

Quanto rende il business?

I ricavi dipendono innanzitutto dalla merce che si sceglie di trattare. Il Made in China infatti costa anche il 25% in meno rispetto ai prodotti di qualità molto superiore realizzati e certificati nell’Unione Europea. In linea di massima, comunque, una piccola realtà può incassare già il primo anno una media di 500-600 euro al giorno, oltre 150mila euro annui, ed è lecito aspettarsi aumenti nell’ordine del 20-30% annuo. Alcuni negozi offrono una serie di servizi tra sviluppo foto personali, videoriprese amatoriali, organizzazione di feste e addii al celibato/nubilato, sponsorizzazioni per club privé e night club, realizzazione siti web per coppie scambiste, messaggistica ecc.

I guadagni in prospettiva sono allettanti, con ricarichi medi del 100-150 sui sexy gadget, 150-200% sull’intimo, 60-70% le calzature, mentre nell’oggettistica si va anche oltre il 500%. Anche le vendite di dvd sono molto remunerative dato che si ricarica fino a sei-sette volte il costo di acquisto, ma oggi risentono fortemente della concorrenza di Internet e delle tv a pagamento oltre che delle edicole, alcune aperte addirittura la notte come l’Edicolaccia di Milano (www.edicolaccia.com).

Per la conduzione di una piccola attività all’inizio è sufficiente una sola persona, con un aiuto nel fine settimana. Le spese fisse del negozio sono nell’ordine di 30mila-40mila euro l’anno tra affitto, utenze, commercialista, pubblicità ecc., mentre per predisporre un magazzino ben fornito si parte da 25.000 euro. Nei casi migliori, al lordo d’imposta, la resa del business è intorno al 50-60% del fatturato, ma per calcolarsi il guadagno netto non bisogna dimenticare che di recente lo Stato ha introdotto la cosiddetta “Porno Tax” che impone un prelievo addizionale sugli utili del 25%. Merce esclusa, per avviare un sexy shop di circa 80 mq bastano anche 20mila-25mila euro tra messa a punto dei locali e acquisto di scaffalature ed espositori, banco e registratore di cassa, impianto videosorveglianza, stereo… L’investimento rientra in 12-18 mesi.

iter burocratico

Ufficialmente, per aprire un sexy shop basta seguire la procedura di una qualsiasi attività commerciale. Tuttavia è bene gestire con grande tatto i rapporti con l’amministrazione comunale e il futuro vicinato e verificare in primis che non ci sia un regolamento di Polizia Municipale che vieti questi negozi e, se la posizione prescelta è all’interno di un condominio, che non sia vietato dal regolamento condominiale.

Ciò premesso, la legge n. 40/2007 ha istituito per l’avvio d’impresa una Comunicazione unica (ComUnica) che prevede la trasmissione unificata via telematica al Registro delle Imprese della Camera di commercio di tutte le istanze che in passato andavano fatte all’Agenzia delle Entrate, Inps e Inail e che ora spetta invece al Registro delle Imprese comunicare a quegli uffici. La Camera di commercio, contestualmente alla Comunicazione unica, rilascia una ricevuta che costituisce titolo per l’avvio dell’attività a tutti gli effetti.

Dall’1 aprile tale procedura diventerà obbligatoria in tutte le province ma a oggi ci sono ancora delle Camere di commercio che non l’hanno attivata. Nel frattempo, se presso la propria Camera di commercio è ancora in vigore il vecchio iter, bisogna fare separatamente l’iscrizione a essa; poi Partita Iva e iscrizioni Inps e Inail (peraltro, i soli adempimenti da espletare, oltre alla registrazione del dominio Internet, se si avvia l’attività nella formula on line). A cui si aggiunge poi la classica burocrazia del commercio tradizionale che prevede:

› Comunicazione al Comune di avvio attività commerciale.

› Richiesta agibilità locali.

› Comunicazione al Comune orari apertura e turni chiusura.

› Valutazione rischio d’impresa (D. Lgs 81/08 con integrazione D.Lgs 106/09).

› Nello specifico, per vendere i dvd è obbligatoria pure la denuncia al questore – art. 75bis del Regio Decreto n.773/1931 (T.U.L.P.S.). Per la difesa del pubblico pudore trova inoltre applicazione l’art. 528 del Codice Penale che impone che le vetrine siano oscurate per non rendere i prodotti visibili dall’esterno. La porta d’ingresso deve essere chiusa, con campanello, e l’entrata è consentita ai soli maggiorenni muniti di carta d’identità o tessera sanitaria.

on line trovi tutto scontato!

Matteo Resinanti gestisce insieme alla fidanzata il sexy shop on line www.xvizio.com, qui si trova di tutto a metà prezzo.

Quando avete inaugurato il sito?

«Siamo partiti nel 2003 e da allora il business è in continua crescita. Nei periodi di punta spediamo più di 60 pacchi alla settimana con ordini di centinaia di euro».

Come vi siete fatti conoscere?

«Facciamo tante inserzioni AdWords su Google e sugli altri motori di ricerca, ma più di tutto abbiamo messo a punto un complesso network di siti, blog e community che dirottano il traffico sul nostro sito. Il nostro segreto? Un vasto assortimento di prodotti (oltre 5.000 gli articoli in catalogo, arricchito di continuo), rapidamente disponibili, a prezzi ipercompetitivi, da proporre in una vetrina accattivante e colorata sul modello dei sexy shop all’estero. Per conquistare la fiducia del cliente, inoltre, è fondamentale assicurargli assistenza telefonica o via mail rapida e competente, pre e post-vendita».

E i guadagni?

«Su Internet i prezzi devono essere inferiori almeno del 10-20% rispetto al negozio e il guadagno è dunque minore. In media, i ricarichi sono tra 100 e 200%. A rendere di più è l’oggettistica. All’inizio non ci sono grandi numeri ma man mano che ci si fa conoscere le cifre diventano interessanti. Gli utili (lordi) sono sul 30-40% del fatturato. Tuttavia, si diventa “Millionaire” solo con la costruzione di megasiti e portali e con un’ottima organizzazione logistica».

Un consiglio a chi vuole intraprendere nel settore?

«Non ci si può improvvisare. Bisogna conoscere bene sia il mercato del sesso sia il Web. La specializzazione paga anche in questo mondo».

sesso “in automatico”

L’eros non ha orari: così anche in Italia, dopo il grande successo all’estero, prende sempre più piede la formula dei distributori automatici di dvd, oggetti sexy e lingerie hard. Si trovano vicino a motel, stazioni, aeroporti, benzinai e persino in centro città. A Cagliari, nel centro storico, è comparso No Tabù, uno store automatico del sesso, che si promuove anche su Facebook e offre tanga commestibili, bambole gonfiabili, anelli vibranti, fruste e manette. I prezzi sono un po’ più bassi rispetto ai negozi ma i margini sono allettanti (300-400%). Se la posizione è in un punto di grande passaggio, il guadagno è interessante, tanto più che l’attività richiede solo poche ore la settimana per il rifornimento e il controllo delle macchine. Non ci sono costi per il personale e se i distributori vengono posizionati in un’area privata, chi concede lo spazio (un mq circa a distributore) in genere è remunerato con una percentuale sulle vendite. I distributori costano qualche migliaia di euro l’uno e possono contenere centinaia di articoli. Tra le società che offrono servizio “chiavi in mano” di fornitura, burocrazia e installazione, si segnalano Dj Automatica che distribuisce la Love Machine (tel. 0532 209324, www.djautomatica.com) e Az Sviluppo (tel. 800 134692, www.puntoxxx.it). Un’altra società, da molti anni specializzata nella realizzazione di negozi automatici e distributori, è

Nuova Vde International (tel. 0444 401510, www.nuovavdeinternational.com).

Monica Gadda, Millionaire 3/2010

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