Apro un’impresa di liquori in Sicilia

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giardini d'amore liquori

Katia Cosentino ed Emanuela Russo sono amiche fin dalle elementari. Oggi hanno 38 anni e, dopo anni di studio e di lavoro in Italia e all’estero, hanno voluto tornare in Sicilia, a Roccalumera, a 40 km da Messina, per inventarsi Giardini d’amore, un’azienda che produce liquori. «Ci siamo ritrovate con Giuseppe Piccolo, oggi nostro socio. Lui ha fondato una sua impresa agricola, che ha accresciuto acquistando fondi, anno dopo anno. Un’agricoltura eroica, su terrazzamenti, che recupera e tutela il territorio. È anche presidente uscente di Coldiretti Messina. Nel cercare insieme un’idea, incontrammo Giovanni Giorgianni, che realizzava una trentina di liquori. Non aveva nessuno che volesse tenere aperta la sua bottega. L’abbiamo fatto noi, con i prodotti della zona: limoni, mandorle, finocchietto selvatico, pistacchi…».

liquoriIl primo passo?

«Capire come si producono i liquori. Noi non distilliamo. Acquistiamo alcol, dove poniamo gli ingredienti in infusione. Il vecchio proprietario ci ha insegnato quello che sapeva,
ma noi produciamo solo con sostanze naturali, selezionando e lavorando a mano erbe
e frutta appena colte, per non alterarle».

Com’è attrezzato il laboratorio?

«È minimale. Abbiamo una macchina semiautomatica per imbottigliare e una filtratrice. Il resto si fa a mano. Nel 2011 abbiamo acquisito l’azienda. Nei cinque anni successivi abbiamo perfezionato ricette e tecnica».

Investimenti?

«Circa 20mila euro per i macchinari, 30mila euro per l’avviamento dell’azienda. Li abbiamo ottenuti dalle banche».

Dove si trova il laboratorio?

«Nel centro abitato. Partendo da zero, avremmo dovuto collocarci in periferia, per ottenere un permesso. Così siamo un’attrattiva turistica. C’è anche un piccolo punto vendita. Chi viene acquista e vede come si fanno i liquori. Ci concentriamo su 6-8 grosse produzioni l’anno. Seguiamo noi personalmente la ricetta e la maturazione».

Serve un magazzino?

«La materia prima è lavorata subito, nell’azienda agricola. Tra raccolta e trasformazione passano poche ore. Poi il prodotto è posto in infusione. Il liquore è stoccato in un magazzino di 30 mq. Laboratorio e spazio vendita occupano circa 60 mq».

Cosa significa per voi tornare a lavorare in un paesino della Sicilia?

«La produzione deve essere qui. Ma abbiamo l’anima da viaggiatori, lanciamo i prodotti a Milano e Roma. Possiamo vantare una presenza nazionale e ci stiamo posizionando a livello internazionale».

Produzione?

«In crescita, con incremento del 10% ogni anno. Rimaniamo produttori di nicchia. Quattro anni fa abbiamo ridotto il numero dei prodotti, puntato sulla qualità e sul packaging, selezionando una bottiglia da profumo, più costosa, ma con un design particolare, etichetta e logo che si fanno notare. Abbiamo fornitori su tutto il territorio nazionale».

Prezzo, posizionamento?

«La bottiglia al cliente finale costa circa 30-35 euro, circa la metà agli operatori di settore. Ci siamo posizionati nel canale ristorazione, nella regalistica, nel mondo della miscelazione medio-alta. C’è un generale interesse per i liquori italiani e un’attenzione al buon bere. Giardini d’Amore è un marchio registrato in tutta Europa. Abbiamo lavorato per rinnovare l’immagine dei liquori, come preziosi ingredienti per i cocktail».

Quanto avete investito per farvi conoscere?

«Sito web: 2mila euro (non è un e-commerce). Ideazione e registrazione marchio europeo: 5mila euro. Costi per autorizzazioni HCCP/Trasformazione e vendita bevande spiritose. Investimenti annuali: 15mila-20mila euro per fi ere di settore, masterclass con barman e ristoratori, eventi con clienti ed eventi stampa».

Burocrazia?

«Abbiamo il supporto di un esperto di amministrazione doganale».

INFO: www.giardinidamore.com

Tratto da Millionaire di dicembre-gennaio 2020.

liquori millionaire
L’apertura dell’articolo pubblicato su Millionaire di dicembre-gennaio 2020.
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