Social, la nuova frontiera dell’apprendimento

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Imparare con i social

I social come risorsa educativa

Che fossero una risorsa è una cosa ormai risaputa, così come che possano essere usati in mille modi diversi. Entrati oramai in pianta stabile nelle nostre vite, i social sono pronti ora a nuove sfide e nuovi utilizzi, l’ultimo in ordine di tempo è l’apprendimento.

L’idea nasce da un ragionamento logico e sensato, le piattaforme che più hanno capacità attrattiva e su cui si concentra la maggior parte della nostra attenzione possono giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuove conoscenze.

Questo è quanto emerge dal nuovo rapporto dell’ObservatoryZed che, come suggerisce il nome, è un’associazione culturale composta da un comitato scientifico che osserva e studia i comportamenti della generazione Z.

Il concetto che viene introdotto è quello di Open Learning, ossia la possibilità di estendere lai modalità di fruizione di contenuti utili per l’apprendimento. La possibilità di open learning è strettamente collegata allo sviluppo dei social network, con una nuova tipologia di contenuti diretti all’apprendimento e alla formazione.

 

Open Learning: gli obiettivi

L’obbiettivo che ci si pone è di stimolare la curiosità nelle nuove generazioni facendo riscoprire la voglia di migliorare le proprie conoscenze, arricchendo i i propri percorsi educativi, sia quelli inclusi nell’ambito scolastico e universitario sia quelli al di fuori di essi.

Il percorso deve avere fondamenta solide: è quindi necessario l’ausilio di figure professionali come i creator, ovvero chi ha il compito fisico di produrre questa nuova tipologia di contenuto, tutto ciò unito alla collaborazione con istituzioni, associazioni ed educatori.

Un lavoro svolto grazie alla ricerca di Pierluigi Vitale, oggi professore di Information Design presso l’Università di Salerno e social media analyst e Serena Pelosi, assegnista di ricerca presso ICAR CNR, entrambi membri del Comitato Scientifico di ObservatoryZed.

La ricerca è stata svolta su un campione di 16mila post e short bio pubblicati su Instagram e TikTok, tutti in lingua italiana pubblicati dal 1/1/2021 al 4/5/2022. Dalla ricerca è emerso come l’età media degli utenti che interagivano coi post fosse di 25 anni.

 

Creator e linguaggi specifici

Ma non è tutto, un altro dato riguarda i settori di appartenenza dei vari creator, individuabili grazie a delle tecniche di text mining con cui si è riusciti ad individuarne 35 che spaziano dall’agricoltura allo sport, passando per l’arte, il wellness, la moda, la scienza e lo spettacolo tanto per citarne alcuni, delineando il settore in cui operano i soggetti analizzati.

Interessante anche lo studio degli hashtag, grazie ai quali è stato possibile delineare il sentiment della Generazione Z, la quale si è approcciata con curiosità alla maggior parte dei post. Un nuovo modo di apprendere, che da oggi passa anche attraverso i social.

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