Stanco del solito bar? Diventa barman a domicilio

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Foto di Hoakylan

Secondo le ultime stime rese pubbliche dall’Istat, tra il 2001 e il 2011, il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche in Italia ha subito un calo del 18,4%.

Questo significa che gli italiani sono diventati più salutisti? No, significa, stando a quanto riportato dai dati, che sono cambiate le abitudini di vita. Le bevande in calo, infatti, sono vino e birra, rimane invece invariato il numero di chi consuma aperitivi alcolici, amari e super alcolici.

Questa tendenza, inoltre, ha iniziato a diffondersi maggiormente tra giovani e giovanissimi.

All’interno di un paradigma del genere, non si può non pensare a un qualche possibile business.

Se aprire un bar trendy che segua le mode del momento non è esattamente ciò che desideri, perché troppo complesso come iter da seguire e perché servono troppi soldi per avviare questa attività, puoi pensare di sfruttare le tue qualità di barista o barman professionista per metterti in proprio e avviare un’attività come freelance.

Chi è il Bartender For Hire

Il Bartender For Hire o, per meglio intenderci, il barista a noleggio, non è altro che un barman professionista che da freelancer offre i propri servizi su richiesta.

È una tendenza che in America funziona già da diversi anni e che, in Italia, sta iniziando a diffondersi; crescono, infatti, le società che offrono servizi di animazione feste a domicilio, barman acrobatici o semplici professionisti che rendano le feste economiche ed esclusive.

Quali sono i vantaggi

Il vantaggio principale di iniziare un business come Bartender for hire è che i costi di avvio sono molto bassi. Riguardano, infatti, l’acquisto del materiale necessario per operare la propria attività a domicilio e il costo della licenza laddove fosse necessaria.

È un lavoro autonomo, che si può gestire tranquillamente da casa e che può essere effettuato part-time con buoni ricavi iniziali.

Una volta tastato il terreno da freelance, inoltre, puoi valutare se ingrandire la tua attività avviando un vero e proprio servizio di noleggio di barman a domicilio.

Da non trascurare, inoltre, il fatto che spesso i locali che servono cocktail sono a corto di personale o hanno bisogno di sostituirlo per alcune serate. Farti un nome e farti trovare può essere il modo migliore per entrare nel giro.

Formazione

Affinché il tuo servizio sia di qualità eccellente e, naturalmente, accreditato da tutte le certificazioni legali necessarie, devi possedere almeno una formazione di base.

Puoi decidere di ottenere una qualifica specifica attraverso il diploma di scuola secondaria di secondo grado presso l’Istituto Professionale – Settore dei servizi – Indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera (i famosi Istituti Alberghieri) o affidarti ad altri corsi appositi, organizzati dalle associazioni di categoria.

Se hai deciso di intraprendere questa seconda strada, assicurati che i corsi siano effettivamente riconosciuti dagli organi preposti e che, al termine, ti vengano fornite le opportune certificazioni necessarie per avviare la tua attività.

Gli esperti del settore ritengono che un requisito essenziale sia aver maturato un’opportuna esperienza pratica sul campo. Non si può prescindere, dunque, dal fare un bel po’ di gavetta per imparare bene trucchi e segreti del mestiere.

Per un corretto avvio

Di che cosa hai bisogno per iniziare:

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  • licenza per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • almeno due anni di esperienza nel settore;
  • diploma di scuola secondaria superiore o di scuola a indirizzo professionale, almeno triennale, laurea o corsi di studio riconosciuti in cui siano previste materie attinenti al commercio, preparazione e somministrazione di alimenti (Circolare 3642/C del 15 aprile 2011)
  • apertura di partita Iva come libero professionista presso l’Agenzia delle Entrate;
  • aver regolarizzato la tua posizione con Inail o Inps.[/styled_list]

Sottolineiamo come chi non ha la possibilità di frequentare i corsi per acquisire un diploma di istruzione secondaria di secondo grado nel settore deve frequentare,con esito positivo, un corso professionale per lo svolgimento dell’attività, istituito o riconosciuto dalle Regioni o dalle Province.

Corso abilitante

La finalità dei corsi obbligatori abilitanti è quella di garantire agli operatori del servizio l’acquisizione dei requisiti professionali per l’esercizio dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

I corsi si svolgono normalmente presso le Camere di Commercio, le sedi di Confesercenti e Confcommercio o le strutture private autorizzate. Per ottenere la certificazione è obbligatorio superare, con esito positivo, l’esame finale.

Quanto costa

In genere, corsi del genere prevedono una durata di 100 ore e un prezzo che oscilla intorno ai 600 euro.

È possibile frequentare corsi intensivi o monosettimanali, in base alle proprie esigenze.

Chi è esente

Secondo la normativa, sono esenti dal frequentare i corsi tutti coloro che sono in possesso di lauree, diplomi o titoli di istruzione secondaria attinenti la conservazione, la trasformazione, la manipolazione e la somministrazione di alimenti e bevande. Questa materia, però, è regolata indipendentemente da ogni regione per cui, per capire al meglio la tua posizione, ti invitiamo a controllare le indicazioni impartite dalle Camere di Commercio inerenti al tuo territorio di appartenenza.

Trova quella più vicina a te a questo link.

Quanto costa avviare l’attività

Tolti i costi per l’acquisizione delle certificazioni necessarie per avviare l’attività, gli unici costi aggiuntivi che dovrai affrontare sono quelli inerenti all’acquisizione del materiale necessario per lavorare a domicilio.

Di che cosa hai bisogno:

Cavatappi                                           dai 2 ai 10 euro

Shaker                                                 professionale dai 50 ai 100 euro, di qualità inferiore anche a 12 euro

Pestaghiaccio                                   meno di 5 euro

Secchiello per il ghiaccio               dai 6 ai 50 euro

Sessola per il ghiaccio                    meno di 10 euro

Caraffa                                                6 euro

Portaspezie                                       meno di 30 euro

Flair bottle                                         dai 5 ai 33 euro

I prezzi riportati sono stati ricavati da una piccola ricerca che abbiamo effettuato su internet volta a trovare le migliori offerte messe a disposizione dai siti di grossisti che riforniscono il settore. È una cosa che puoi fare anche tu, filtrando la ricerca in base alla tua località di appartenenza, se non vuoi acquistare online, o al tipo di accessori che ti servono e che desideri ti vengano consegnati.

Come puoi notare, il costo del kit prevede un budget molto vario che, tendenzialmente, non supera i 500 euro (esclusi i costi di corsi abilitanti o di perfezionamento).

Come iniziare

Passiamo adesso ad elencare una serie di passi che puoi compiere in successione per avviare la tua attività di Bartender For Hire.

1 Scegli un nome per il tuo brand.

Se hai intenzione di mettere su una vera e propria impresa, non puoi fare a meno di iniziare dallo scegliere un nome che ti distingua dalla massa, che attiri la tua clientela e rifletta la tua personalità. Una volta fatto, puoi procedere a registrarlo.

2 Compra i materiali necessari.

Compra all’ingrosso tutto ciò che ti serve per avviare la tua attività. Parti dal piccolo, poi, una volta ingranato col tuo business, potrai pensare a ingrandirti. Ricorda una cosa importante: hai bisogno di una divisa! Prediligi il nero o una camicia bianca con cravatta nera.

3 Apri una partita Iva.

Una volta che ti sei assicurato di possedere tutte le certificazioni necessarie per avviare la tua attività, puoi procedere ad aprire la tua partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate. (Per info su come fare, dai un’occhiata al nostro articolo).

4 Un po’ di conti.

Crea dei tariffari e delle offerte per i diversi clienti che ti troverai di fronte. Considera che, durante le serate, puoi arrotondare i tuoi guadagni anche con le mance. Valuta, in seguito, di assumere un ulteriore barista che ti aiuti a smaltire grossi carichi di lavoro.

5 Un po’ di marketing.

Commercializza il tuo pacchetto di offerte promozionali. Puoi decidere di distribuire brochure, bigliettini da visita e proporti come barista freelance a delle società di catering.

6 Crea un sito web.

È un’operazione molto importante. La gente si informa su internet prima di fare qualsiasi cosa, anche capire cosa cucinerà la sera per cena: costruisci dunque un sito internet che sia chiaro e di appeal per i tuoi possibili consumatori. (A questo link trovi alcuni utili consigli su creare al meglio il tuo sito business)

 

Qui hai trovato solo degli spunti da tenere in considerazione qualora volessi avviare un’attività di barman freelance. Se dovessi decidere di avviare, invece, una vera e propria impresa, fai attenzione a come registrare il tuo marchio, la tua azienda o società e informati bene su quali sono i passi da compiere a livello burocratico e legale. Per ulteriori consigli puoi chiedere un parere ai nostri esperti nella sezione Ask Millionaire, la prima risposta è gratis!

 

Hai trovato utile questo articolo? Ci sono dei passi che vorresti fossero approfonditi? Postaci la tua risposta e aiutaci a migliorare il nostro servizio.

 

Giuseppina Ocello

(Foto di Hoakylan)

 

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6 Commenti

  1. Gentilissimi,
    mi chiamo Luca, e anche se attualmente lavoro in banca, sono un barman professionista AIBES.
    La mia intenzione è propio quella di creare un azienda che opera sull’attività di barmen a domicilio.
    Volevo sapere se è possibile aprire una posizione di libero professionista ( es partita iva o azienda individuale ) e , per il momento, continuare a lavorare come dipendente bancario.
    Nell’attesa di un vostro gentile riscontro, vi porgo cordiali saluti

    Luva

    • ciao,
      ho 28 anni, sono anchio un barman professionista da 8 anni, ho lavorato in diversi locali e ho fatto anche alcuni corsi. Lavoro in un discopub a milano tutti i weekend e di giorno lavoro in un agenzia di marketing in centro. Voglio reinventarmi il lavoro al bar. se ti interessa potremo sentirci per tirare su qualcosa di interessante! se ti può interessare contattami su facebook “Supermarco Gess”
      ciao

    • Buongiorno a tutti!

      Sono un bar manager recentemente senza impiego causa covid.

      Avrei bisogno di qualche informazione in più per quanto riguarda costi e modalità per la somministrazione di alimenti e bevande.

      Io ho un diploma professionale alberghiero, tuttavia avrei bisogno di licenza e HACCP?

      Spero che qualcuno mi possa dare alcune informazioni a riguardo.

      Grazie

      Fabio

  2. Bell’articolo e bella idea.
    Mi chiedo come mai per mettersi in proprio richiedono tutti questi requisiti mentre quando vai nei locali trovi dipendenti che preparano delle schifezze senza che debbano dimostrare nulla a nessuno.
    Io ad esempio stavo pensando di mettermi in proprio ed offrire i miei servizi come cameriere/pizzaiolo ai locali che come giustamente avete sottolineato sono sempre a corto di personale.
    Vorrei essere libero di fatturare le mie prestazioni di servizio per quello che sono e non dover ricorrere ad “trucchetti” burocratici all’italiana.
    Capisco che avere una licenza di somministrazione per cibi e bevande si indispensabile per il locale ma possibile che per aprire un locale uno debba per forza aver lavorato altrove per 2 anni oppure debba essere diplomato alberghiero?
    Mi sembra discriminatorio non permettere a chi voglia aprire la sua attività di farlo solo perchè non abbia trovato nessuno che lo assumesse per 2 anni e pertanto ne certifichi le capacità, non basterebbe fare un esame?
    Se tutti lavorassimo in proprio e con p .iva si eliminerebbe il lavoro “nero” e si creerebbe una sana concorrenza che porterebbe ad avere servizi sempre migliori.

    • ottima osservazione Roberto….ci sarebbero meno non vedenti che guidano scooter e meno falsi invalidi in genere…ma penso comunque che l’italiano preferisca evadere le tasse che pagarle da cio’ che guadagna.

      Comunque io sono della tua stessa idea

  3. Ciao sono Cristian. volevo chiedere una cosa … qualcuno sa dirmi un tottale di spesa? per quello che devo comprare, e per le tasse che devo pagare.. Grazie mille

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