Startup: le banche ti aiutano a crearne una (vi spieghiamo come)

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C’è un modo per le startup innovative di farsi conoscere, accedere a finanziamenti e crescere. È rappresentato dai programmi di accelerazione e finanziamento che le banche stanno mettendo a punto. Ecco tutto ciò che c’è da sapere in 4 punti.

1. C’è chi offre accelerazione

C’è chi come UniCredit sviluppa programmi di accelerazione (https://www.unicreditgroup.eu/startlab/it/startlab.html): «Ci rivolgiamo a startup nate da meno di tre anni, attive nei campi del Life Science (biotecnologia, farmaceutica, medicina, health care), Clean Tech (energie rinnovabili, efficienza energetica), Ict (App e design digitale), Innovative Made in Italy (aziende tradizionali che abbiano una componente di innovazione). Ne selezioniamo 40 all’anno (10 per ogni settore) e offriamo loro un programma di accelerazione di un anno».

2. C’è chi ti prepara all’incontro con gli investitori

Diverso l’approccio di Intesa Sanpaolo, che con il programma Startup Initiative (http://www.startupinitiative.com/en/index.html) offre un contatto tra startup innovative e investitori finanziari e industriali attraverso i cosiddetti “arena meeting”: incontri mensili in cui 10 startup hanno la possibilità di presentarsi con un pitch a una platea di investitori. Imprese sociali, biotecnologiche, medicale, Ict e Mobile, sono le categorie che hanno la possibilità di misurarsi nell’”arena”. Basta iscriversi al sito e descrivere la propria idea di business. Intesa Sanpaolo ha creato altresì tre fondi di venture capital: Atlante Ventures (con una dotazione di 25 milioni di euro destinati a imprese innovative di piccole dimensioni). Altante Seed (10 milioni di euro che sono investiti nelle fasi iniziali di una startup). E Atlante Ventures Mezzogiorno (anche qui 25 milioni di euro per lo sviluppo di imprese digitali nel Mezzogiorno).

3. C’è chi ti offre un mutuo

La Banca di Credito Cooperativo ha messo a punto il mutuo Buona Impresa! Per lo startup delle giovani aziende (http://www.buonaimpresa.it/) pensato per coprire le esigenze di investimento iniziale di un’impresa fondata da chi ha meno di 35 anni. Caratteristiche: durata massima cinque anni, importo massimo 100mila euro, e preammortamento (cioè non si ripaga il capitale) per i primi 12 mesi. Per imprese in fase di sviluppo, il mutuo può arrivare a tre milioni di euro.  Analoga iniziativa rivolta ai giovani Under 35, alle donne e ai lavoratori è quella di Banca Marche, che con il programma Youstartup! offre una nuova linea di finanziamenti a imprese costituite da non più di 12 mesi (non più di 36 nel caso di imprese femminili). http://www.bancamarche.it/youstartup_finanziamenti_per_nuove_imprese

4.  C’è chi ti finanzia

«UniCredit ha iniziato a investire in prima persona nelle startup, tramite finanziamenti convertibili in azioni di durata massima fino a sette anni» spiega Garibotti. Che significa? La banca può fare un finanziamento da 30mila euro a 250mila euro in fase seed, quando cioè c’è maggior bisogno di capitali. La startup rimborserà il capitale a scadenza, al netto della quota di interessi che dovrà pagare nel corso dei sette anni. Se la startup va bene e riceve interesse da parte degli investitori, la banca può decidere di convertire in azioni il finanziamento, diventando azionista dell’impresa».

Redazione

Questo è un estratto dell’inchiesta di Tiziana Tripepi su Millionaire di luglio/agosto 2014. 

(Fonte foto utente Flickr, Startup Weekend Leuven, https://www.flickr.com/photos/swleuven/)

 

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