Successo dello smart working e settimana corta a Intesa. Modello replicabile?

Il mondo del lavoro cambia velocemente e la flessibilità è diventata una parola chiave. Un esempio illuminante è fornito da Intesa Sanpaolo, dove il 99% dei dipendenti che lavorano in modalità smart working e con la settimana corta desiderano continuare a farlo. Questa percentuale altissima emerge da una recente survey interna che ha valutato l’impatto del pacchetto di flessibilità introdotto grazie a un accordo sindacale un anno fa.

 

Un nuovo approccio all’organizzazione del lavoro

L’introduzione di modalità di lavoro flessibili, come lo smart working e la settimana lavorativa di quattro giorni, rappresenta un significativo spartiacque nel settore bancario. Fino a pochi anni fa, il lavoro in banca era sinonimo di rigidità oraria e di presenza obbligatoria in ufficio cinque giorni su cinque. Oggi, invece, le banche come Intesa Sanpaolo stanno abbracciando modelli di lavoro più agili, che permettono ai dipendenti di scegliere orari più flessibili e di lavorare da remoto fino a 120 giorni l’anno (140 per chi lavora a turni).

 

I risultati della survey: una visione positiva

Secondo i risultati della survey, completata dal 56,2% dei quasi 70.000 dipendenti, il 92% considera la nuova organizzazione del lavoro innovativa, mentre l’87% ritiene che abbia migliorato l’immagine dell’azienda tra i colleghi. Inoltre, l’83% dei lavoratori trova che la conciliazione tra vita privata e lavoro sia migliorata. Questi numeri testimoniano un alto grado di soddisfazione e un’ampia accettazione delle nuove modalità di lavoro.

 

I benefici e le criticità

Tra i principali vantaggi del lavoro flessibile, i dipendenti hanno citato la possibilità di conciliare meglio lavoro e vita privata (82%), la riduzione dei tempi e dei costi di spostamento (62%), e l’aumento del benessere personale (62%). Tuttavia, non mancano le criticità. Il 47% di chi lavora in modalità flessibile lamenta l’isolamento dal contesto lavorativo e la qualità delle relazioni con i colleghi. Questo aspetto è particolarmente rilevante nelle filiali, dove la sperimentazione della flessibilità è ancora in corso.

 

La settimana corta: opportunità e sfide

La possibilità di concentrare l’orario di lavoro su quattro giorni è stata accolta positivamente dal 31% dei dipendenti abilitati. Tuttavia, il principale problema segnalato riguarda il prolungamento degli orari di lavoro negli altri quattro giorni, percepito come eccessivo dal 40% dei lavoratori. Nonostante questo, il 99% di coloro che utilizzano questa modalità intende continuare a farlo, dimostrando un alto grado di adattamento e apprezzamento per questa forma di flessibilità.

 

Flessibilità: un confronto tra grandi e piccole imprese

Se da un lato Intesa Sanpaolo rappresenta un esempio virtuoso di come implementare con successo modelli di lavoro flessibili, dall’altro lato, replicare tali modelli in piccole e medie imprese (PMI) può risultare più complesso. Le PMI, infatti, spesso richiedono una presenza fisica più costante e possono avere meno risorse per supportare infrastrutture di lavoro da remoto. La sfida per queste realtà consiste nel trovare un equilibrio tra la necessità di flessibilità e le esigenze operative quotidiane.

 

L’esperienza di Intesa Sanpaolo con lo smart working e la settimana corta offre un interessante spunto di riflessione sull’evoluzione del lavoro. Se da un lato i grandi istituti bancari possono sperimentare e adottare nuovi modelli di flessibilità con successo, dall’altro lato le piccole e medie imprese devono affrontare sfide specifiche per adattarsi a questi cambiamenti. Tuttavia, l’obiettivo comune rimane quello di migliorare il benessere dei lavoratori e la produttività, creando ambienti di lavoro più inclusivi e sostenibili.

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