Terapia d’urto contro lo stress

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Corsi di yoga, meditazione o massaggi tradizionali? Superati. Per alleviare la tensione meglio fare sport estremi, prendere a martellate l’auto, farsi toccare da un serpente… Almeno secondo gli ultimi trend

Botte di adrenalina

Rafting su torrenti impetuosi, bungee-jumping, trekking estenuanti. Gli sport estremi sono i favoriti da un manager italiano su cinque. È quello che ha scoperto la rivista Outside intervistando 130 dirigenti di aziende. E se il 75% pratica uno sport estremo per incrementare l’autostima e la fiducia in se stesso, il 63% lo fa soprattutto per scaricare gli eccessi di stress accumulati sul lavoro. Gusto per l’avventura e botte di adrenalina rappresentano una scappatoia dalla routine per il 55% dei top executive e per il 32% sono anche un modo per affinare le proprie abilità manageriali. Insomma, per 7 dirigenti su 10 le emozioni forti aiutano a ritrovare l’equilibrio.

Spacca che ti passa

«Rompere qualcosa ha un effetto liberatorio e aiuta a sfogare l’aggressività repressa». Parola di Katsuya Hara, chiropratico giapponese ideatore di un metodo antistress alquanto alternativo che sta facendo rumore (in tutti i sensi) per le strade di Tokyo. Qui un furgone appositamente attrezzato e carico di stoviglie ospita gli stressati che lanciano piatti, bicchieri e vasellame vario contro un muro di cemento, imprecando e urlando senza ritegno… Davanti al suo studio c’è sempre la fila di clienti. La seduta è economica: a seconda del pezzo di vasellame scelto si pagano da uno a sette euro. L’idea è già arrivata dall’altra parte del mondo: in Usa, a San Diego, la veterinaria Sarah Lavely, uscita da un divorzio difficile, ha aperto “Sarah’s Smash Shack” (www.smashshack.com), dove si ha a disposizione un quarto d’ora per rompere tutto quello che si vuole. Tariffa: 10 dollari. La spacco-terapia ha i suoi esperti anche in Spagna, dove Stop Stress Group (www.stopstressgroup.com), impresa specializzata in training all’aperto, propone la variante con martello per distruggere auto (da rottamare), computer e altri simboli da “odiare”.

Messo ai ferri corti

Per distendere i nervi è tornato in auge l’hobby preferito delle nonne: fare la calza. Sferruzzare, come anche lavorare all’uncinetto o ricamare, non solo rilassa, ma sveglia la creatività e dà soddisfazione. Lo dimostrano i Knit Cafè, punti di incontro per appassionati di ferri e gomitoli, spuntati come funghi in America e arrivati anche in Italia. Sono stati aperti in bar, mercerie, ristoranti, librerie. Alcuni hanno puntato su insegnanti per lezioni di gruppo. Altri hanno organizzato vere e proprie lezioni di ricamo a pagamento.

INFO: www.do-knit-yourself.com

Mangia pistacchi a colazione

Il verde pistacchio si è aggiudicato un posto di riguardo nella lista dei cibi antistress. Secondo una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania, pare infatti che 40 grammi di pistacchi nella dieta quotidiana distendano i vasi sanguigni e abbassino la pressione, riducendo così l’eccessiva risposta dell’organismo in situazioni di tensione. Probabilmente l’effetto si deve al loro apporto di ferro e potassio, peraltro contenuto in altri alimenti riequilibranti come legumi, lattuga, cavoli, spinaci e che curiosamente sono tutti verdi, il colore del relax.

 

Giù duri con scopa e vanga

È assodato che il movimento sia una delle migliori armi contro lo stress fisico e mentale. Peccato però che molti non lo facciano adducendo come scusa la mancanza di tempo. Fine dei pretesti: uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ha scoperto che anche fare le pulizie domestiche è un’attività di sfogo, capace di ridurre lo stress del 20%. Lo stesso dicasi per altri lavoretti casalinghi, come il giardinaggio, lavare la macchina, riordinare garage, cantine, solai ecc.

Massaggio con serpenti

La novità assoluta in fatto di massaggi arriva da Talmei Elazar, in Israele. Niente mani esperte di terapisti che scivolano sul corpo dei clienti nella beauty farm di Ada Barak, ma serpenti di varie dimensioni, e ovviamente non velenosi, che gli strisciano addosso. Le bestie più grosse eseguono un massaggio profondo distendendo i muscoli e le vipere più sottili uno superficiale che apre i pori della pelle. Prezzo: 60 euro circa. «L’idea – dice Barak – l’ho avuta ascoltando i miei clienti dire che prendere in mano una serpe era una sensazione piacevole che li faceva sentire bene». Insomma un po’ massaggio e un po’ pet therapy.

Non pensare, gioca

Se è vero che cellulari, palmari e computer possono essere fonte di stress, è anche vero che possono essere utilizzati come arma per combatterlo. Basta giocarci. Una ricerca della Notthingham Trent University ha infatti rilevato che i videogame hanno il potere di controllare la tensione accumulata sul lavoro. I più terapeutici sono i cosiddetti “casual games”, ossia quelli facili, con poche regole, che non necessitano di un eccessivo sforzo mentale e sono di breve durata. Nell’88% dei casi analizzati questi giochi hanno infatti prodotto un effetto rilassante.

Gatti, non entreneuse

A proposito di pet therapy, arriva dal solito Giappone, il Paese degli stressati per eccellenza, il bar con i gatti al posto delle entreneuse. Il Neko JaLaLa, nel cuore del frenetico quartiere di Akihabara, è un luogo di silenzio, dove una dozzina di gatti ammaestrati si lasciano accarezzare mollemente adagiati sulla spessa moquette, sofà e cuscinoni, mentre il cliente sorseggia una tazza di tè. E a quanto pare, l’ambiente ovattato, il morbido pelo sotto le dita e il monotono ron-ron delle fusa calmano anche il più schizzato figlio del Sol levante. Costo: circa 10 dollari l’ora, consumazione esclusa. Il caffè ha circa 70 visitatori al giorno.

Zen esecutivo

Il bisogno di gestire la pressione professionale ha spinto alcune associazioni imprenditoriali a fare qualcosa di concreto per la categoria. Ne sono un esempio i seminari di “Zen manageriale” organizzati in tutta Italia. La tecnica acquisita, una sorta di meditazione adattata alla logica occidentale, consente di abbandonare le abitudini negative che portano dritte allo stress, per acquisirne altre più efficaci.

L’idea di business

Vita da spiaggia ma in città

Una gigantesca cupola climatizzata che racchiude uno scenario da sogno: una spiaggia con tanto di sole, mare, palme, odore di salsedine e grido dei gabbiani, quando magari fuori piove, fa freddo, e traffico e rumori impazzano. Quest’isola del relax totale, battezzata ReStart (www.projectrestart.it), è la proposta di un quintetto di giovani lombardi, capitanati dal varesino Marco Scappoli: «Le persone che vivono nelle metropoli sono stressate perché manca loro il mare. I manager al mare cambiano totalmente stile di vita, e non solo quelli che ci vanno in vacanza, ma anche quelli che risiedono nelle città marittime. Ecco dunque il progetto di creare una spiaggia nelle CityStress, quelle in cui non c’è il mare e la tensione è ai massimi livelli, per andarci tutto l’anno». L’ambientazione ricreata, con sabbia e palme vere, vasche d’acqua salata, chioschi, bar, vialetti, area bimbi ecc. prevede un enorme schermo circolare a 360 gradi con pannelli tridimensionali su cui vengono proiettate le immagini di panorami idilliaci, con tanto di effetti sonori, olfattivi e visivi. I villeggianti vedranno così cambiare luce e atmosfera, avendo l’impressione dello scorrere del tempo, ma a ritmo accelerato: ogni ora del mondo reale corrisponde a tre ore virtuali. Fatti i conti, dopo quattro ore di permanenza si avrà la sensazione di aver trascorso un’intera giornata di relax al mare, pronti per uscire e rigettarsi nella giungla d’asfalto. A quando l’apertura? «Prevediamo la realizzazione di almeno due ambienti nel giro dei prossimi 15 mesi – risponde Scappoli. Abbiamo una location pronta in Lussemburgo, dove il progetto è già stato approvato e abbiamo i finanziatori per Milano. Il 2009 sarà dunque l’anno pilota per questi due progetti. L’entrata costerà 30-40 euro».

Cristina Galullo, Millionaire 3/2009

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