Translated, l’italiana tra le 50 startup che crescono di più

Si innamorano in Francia e decidono di fare insieme un’azienda, un’agenzia di traduzioni online. 23 anni, allora, zero soldi, le banche che non aprono la porta. Eppure, Marco Trombetti e Isabella Andrieu, riescono a creare una realtà che ha 52 dipendenti, 12 milioni di euro di fatturato e clienti come Google e Ibm. Numeri che li hanno fatti entrare nel club delle 50 aziende che crescono di più in Europa (secondo Tech Tour Growth 50). Abbiamo raggiunto Isabella che ci racconta la storia di Translated.

Come è nata l’idea?

«È una storia d’amore. 1999, Marco ed io eravamo studenti all’università di Grenoble e ci siamo innamorati Mi sono trasferita in Italia.  Ho trovato subito lavoro in un’importante gruppo petrolifero francese nella direzione marketing. Un’ufficio lontano e triste, poche prospettive di crescita, poca cura del personale.  Con Marco abbiamo pensato di combinare le mie competenze linguistiche con le sue tecniche. Lui è il visionario della situazione. È un informatico, ha studiato fisica.  Abbiamo comprato il dominio www.translated.net, 100 dollari, un bel respiro e ci siamo lanciati».

Come l’avete sviluppata?

«In prima fase non ci conosceva nessuno, eravamo anche al’inizio di Internet: poca richiesta poco interesse per le traduzioni. Quindi abbiamo pensato di creare un sito “1000servizi gratis” che raccoglieva un buon numero di servizi gratuiti in rete. Con un buon SEO, eravamo sempre in prima posizione dei motori di ricerca, sia con 1000servizi gratis che con Translated. Piano piano sono arrivati i primi ordini di traduzione e i primi profili dei traduttori, siamo cresciuti organicamente. Il concetto di Translated è di semplificare al massimo l’ordine di traduzione.  Hai un testo, lo vuoi tradurre. Ti diciamo quanto costa e in quanto tempo te lo diamo. Abbiamo reso facile l’accesso al servizio di traduzione, talmente facile che i grandi gruppo come HP o Google, abituati ad un processo molto più rigido, trovavano snella l’esperienza».

isabella e marco

Dove avete trovato i soldi per realizzarla?

«Nel 1999, senza reddito fisso, 2 ragazzi di 23 anni ti puoi immaginare che più di una banca ci ha chiuso la porta.  Siamo cresciuti organicamente. No round, no finanziamenti. Tutto quello che guadagnavamo lo abbiamo reinvestito».

Che numeri fa l’azienda oggi?

«Oggi contiamo 52 dipendenti, 12M di fatturato nel 2015, puntiamo su 16M nel 2016 Abbiamo una crescita del 30% anno su anno.Il nostro mercato è la fascia media -piccole e medie aziende- ma di fatto lavoriamo anche per grandissimi gruppi come Google, IBM, La Commissione Europea. Abbiamo 72mila clienti e 168mia traduttori freelance in tutto il mondo».

Quali gli ostacoli maggiori incontrati durante il percorso?

Dipende dalla fase di crescita: all’inizio avevamo difficoltà a trovare personale qualificato. Poi ci siamo spostati a Roma, abbiamo creato il Pi-campus per attirare i talenti. Con una bella location, servizi aggiuntivi ai dipendenti tali massaggi settimanali, free food, spinning, incrementi di stipendio se vengono ad abitare vicino. Ce la caviamo bene e riusciamo ad attirare smart people da tutto il mondo. Poi c’è stato il passaggio da 10 a 50 dipendenti. Devi per forza ristrutturare l’azienda e non puoi più ragionare con una gestione “flat”».

Siete tra le 50 startup che di più crescono in Europa. Come si fa a migliorare così nel tempo?

«Bisogna puntare sulle persone e sui tempi di esecuzione. Essere rapidi: se il risultato è deludente, passi subito al piano B e vai avanti. Devi essere obiettivo e non affezionarsi alle tue idee. Se non funziona, move on. Il nostro team lavora durissimo, ma è un team felice. La condivisione dei risultati è importante».

INFO: http://www.translated.net/it/

Giancarlo Donadio

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