Vendere in Cina: il profilo del cliente medio

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Millionaire Digitale sbarca in Cina. Da oggi e per le prossime settimane, Meir Sasson – esperto in logistica, importazione, branding e distribuzione in Cina di prodotti europei – interverrà su questi e altri temi per  condividere con le aziende italiane la propria esperienza e il proprio know-how.

Tempo di crisi, bufere politiche e mancanza di speranze sul futuro europeo: uno scenario che porta sempre più aziende a guardare all’Asia come possibile volano per lo sviluppo economico del prossimo futuro.

In Cina, in particolar modo, s’intravedono potenzialità da capogiro, con 700 milioni di abitanti urbani e 600 milioni di persone nelle campagne: un mercato senza fine e, pare, in continua espansione.

Un mercato che alcune lungimiranti imprese italiane hanno già cominciato ad aggredire. Ad oggi, i prodotti esportati dall’Italia sono in prevalenza quelli per i quali siamo famosi in tutto il mondo: il vestiario, gli alimentari, i macchinari e gli utensili.

La Cina rimane però anche quel mondo sconosciuto di frasi fatte, informazioni distorte e immagini stereotipate, spesso perpetrate dagli stessi cinesi che si sono trasferiti nel nostro paese. In realtà il numero di città sviluppate come Beijing , Shanghai, Guangzhou, Shenzhen – per citare le più famose – sono in continuo aumento e cominciano a garantire un tenore di vita molto alto e un lusso ormai dimenticato in Europa.

Ma qual è il profilo del cliente tipo in Cina? Di cosa hanno bisogno i cinesi?

Il cinese medio appartiene a una fascia di età tra i 20 e i 45 anni, con una mentalità volta all’arricchimento personale in una società molto competitiva. Di solito è cresciuto nelle campagne, insieme ai propri nonni, e ha fatto un percorso di studi  che lo porta alla laurea abbastanza giovane, intorno ai 22 anni.

Esperto conoscitore di internet, timido nel suo parlare inglese, è allo stesso tempo spaventato e attratto dallo straniero in maniera fatale. Ha un reddito personale dai 500 euro mensili in su nelle grandi città fino ad arrivare ai 1200 euro. La spesa media familiare si aggira intorno ai 500-700 euro al mese. In genere, la sua famiglia è composta da un solo figlio e i genitori a carico, dal momento che non esiste un sistema pensionistico.

Da questa veloce analisi, apprendiamo che un cinese benestante guadagna più di quello che spende. In un’economia con un’inflazione reale del 10% annua e una mobilità sociale molto spiccata, il cinese medio è alla ricerca di uno stipendio sempre più alto, che vuole ottenere ma non sa come riuscirci. E soprattutto,  è troppo orgoglioso per ricevere consigli diretti.

Questo è un profilo di massima del consumatore medio della Cina di oggi. Si tratta senza dubbio di un mercato in espansione e di una possibile risorsa per le aziende italiane che hanno la volontà di internazionalizzarsi. Con questa nuova rubrica, nelle prossime settimane cercheremo di capire insieme come è possibile penetrare le logiche di un mercato così lontano dalla nostra percezione quotidiana.

Meir Sasson

[pullquote2 align=”center” textColor=”#000000″]Meir Sasson Manager della Kingas limited di Hong Kong specializzato nei processi di logistica, importazione, branding e distribuzione in Cina di prodotti europei. Dopo due anni di esperienza a Shanghai ha posto la sua base logistica a Shenzhen Shekou nel 2009 da dove segue lo sviluppo di marchi nostrani.

www.kingas.com[/pullquote2]

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3 Commenti

  1. Vendere in Cina | Millionaire web…

    Millionaire Digitale sbarca in Cina. Da oggi e per le prossime settimane, Meir Sasson – esperto in logistica, importazione, branding e distribuzione in Cina di prodotti europei – interverrà su questi e altri temi per condividere con le aziende italiane…

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