Video fai da te 3.0

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Oggi la tecnologia aiuta a realizzare prodotti professionali con budget limitati e la Rete a divulgarli a costo zero. Con esiti addirittura sorprendenti. Ne sa qualcosa Angelo Licata, 39 anni, dentista di Ventimiglia con la passione per il cinema. Partendo da zero, ha realizzato un film in stile Guerre stellari. E ancora: il documentario Un foglio bianco, dedicato a Ermanno Olmi e proiettato alla Mostra del cinema di Venezia, è stato realizzato con una handycam HD da 2.000 euro senza troupe e dal solo regista Maurizio Zaccaro. «Chi vuole lavorare nel cinema oggi deve copiare la professionalità di maestri come Olmi e sfruttare la tecnologia. Oltre alla telecamera, bisogna mettere in conto microfono, cavalletto e, soprattutto, una piattaforma di montaggio da 7.000 euro. Insomma, con 10mila euro si fa un film dalla qualità professionale» dice Zaccaro. Ma non a tutti è richiesto il respiro di un film. Per svoltare può bastare uno spot, un videoclip, un breve filmato anche realizzato con un cellulare. O almeno per una nuova opportunità o una fonte di reddito aggiuntiva.

La community dei videomaker

Ma come trovare un committente, specie se si è alle prime armi? La risposta arriva da Userfarm, la prima comunità di videomaker online. A idearla, nel 2009, Bruno Pellegrini, un giovane imprenditore, visionario del Web, capace di intuire le potenzialità di Internet e del crowdsourcing. «Su Userfarm i videomaker – amatori semiprofessionisti e professionisti – trovano dei call for video, cioè delle proposte di contenuti video, video advertising, viral video, animazione o altri format a seconda del brief fornito dai clienti (reti televisive, grandi aziende…)». Molti gli ambiti: da contenuti per programmi tv, giornalismo, fiction, tv spot, video virali, videoarte» spiega Pellegrini.

Come funziona la palestra della creatività

Userfarm non è un sito di concorsi, ma una palestra di creatività, che offre almeno cinque vantaggi: il guadagno (chi vince il contest si porta a casa un compenso), promozione (il sito dà visibilità ai suoi videomeaker), formazione (esperti e insegnanti di cinema condividono consigli e tutorial), networking (la community mette in contatto con esperti e professionisti di tutto il mondo). «Il modello di riferimento è quello del crowdsourcing, cioè della possibilità di candidarsi per lavori esternalizzati dalle aziende. I clienti si rivolgono a noi per ottenere i filmati di cui hanno bisogno e noi possiamo offrire loro l’opportunità di contattare 25mila videomaker che produrranno i video tra cui il cliente potrà scegliere: un patrimonio di creatività che non troverebbero mai rivolgendosi ai servizi tradizionali. Quindi ci guadagnano i clienti, ci guadagnano i videomaker che realizzano i video migliori, e naturalmente ci guadagniamo noi per il servizio offerto» commenta Pellegrini. Una volta iscritti a Userfarm è possibile trovare i call for video aperti e partecipare con i propri lavori. Ma come? «Ai giovani consiglio di buttarsi e mettersi alla prova. Passare molto tempo in Rete, sviluppare la propria professionalità, confrontarsi con i “colleghi” in tutto il mondo, dimenticare i modelli classici e trovare nuove modalità di comunicazione» conclude Pellegrini, che nel 2006 ha fondato TheBlogTv (www.thebogtv.it), una social media company basata sulla partecipazione attiva degli utenti, che nell’ultimo anno è cresciuta del 70%, con sedi operative a Milano, Torino, Madrid, Parigi e Londra.

Requisiti di un video vincente

1. Aderisci al brief: un video deve essere ricco di creatività e contenuti. Con un girato di qualità. Deve trasmettere emozioni. E diventare un virus.

2. Ci vuole gusto: servono gusto estetico, buone storie e script, un brief preciso, un buon occhio.

3. Pochi strumenti: basta una cam in grado di registrare in HD o full HD. Anche un cellulare dotato di      telecamera semiprofessionale.

In pratica

– Leggere bene il “bando”

– Realizzare uno script (cioè una scaletta) in linea

– Rispettare termini e scadenze

– Dare il meglio ogni volta (il materiale lasciato nel cassetto non serve a nessuno) e più si crea più si diventa creativi

– Non scoraggiarsi per un insuccesso (dopo un’opportunità, ce n’è sempre un’altra)

La storia

dentista realizza un video e cambia la sua vita

Fa un video in 3D ispirato a Guerre Stellari, per gioco lo manda a George Lucas e riceve complimenti. Galvanizzato, lo mette online e gli utenti ne finanziano un altro

Angelo Licata, 39 anni, è un dentista di Ventimiglia. Ha sempre avuto passione per il cinema e per la tecnologia. Appassionato di Guerre Stellari, nel 2004 decide di realizzare un fun film ispirato alla saga. «Trovo un collaboratore esperto di 3D e mettiamo insieme 7.000 euro. Dal corto di cinque minuti arriviamo al film di 60, da due persone a 150. Tutti lavorano gratis» racconta. Una volta finito, Angelo manda Dark Resurrection Volume 1 alla Lucas Film. Dall’America arrivano i complimenti e l’autorizzazione a trasmetterlo, a patto di non ricavarne un profitto. Il giorno dopo, il film è in streaming gratuito sul Web. Viene visto da migliaia di persone e recensito dai giornali. «Non me l’aspettavo» commenta Licata «non c’è alcuna strategia di marketing alla base». Galvanizzato dall’attenzione ottenuta, Licata mette in pista un nuovo film Dark Resurrection Volume 0 (una sorta di prequel), questa volta finanziandosi con i soldi donati dai fan attraverso il sito. «Sono ben 400 le persone che, dopo aver apprezzato il primo capitolo, hanno finanziato il secondo, con 25mila euro. In cambio hanno ricevuto una tessera e una menzione nei titoli e infatti abbiamo titoli di coda lunghissimi!». Il nuovo film, di livello qualitativo più alto, ha richiesto tre anni di lavorazione e un grandissimo impegno. «Per anni, ho dormito solo quattro ore per notte. Ho definito nei dettagli ogni particolare: sono rimasto anche una settimana su un unico frame. Ho messo da parte quasi tutto il resto della mia vita. Farlo per denaro ha un senso, ma così potrebbe sembrare una follia» confida Licata. Presentato in autunno all’Ariston di Sanremo (3mila persone in sala e 7mila in streaming), il film ha totalizzato 150mila contatti online in un mese e mezzo.

«Dopo aver visto il primo film online, il regista Fausto Brizzi mi propone di lavorare con lui. Così mi sono ritrovato supervisore di effetti speciali e sceneggiatore. Adesso stiamo lavorando a un film commerciale». Lavorare nel cinema è un sogno che si avvera? «Sì, ma guai a pensare che sia un mondo patinato: si lavora duro. Per tutto il tempo delle riprese non si fa altro. E quando non si lavora si è attanagliati dall’ansia di non avere altri lavori. Così continuo a fare il dentista, due giorni alla settimana» conclude Licata. INFO: www.darkresurrection.com

Come imitarlo

– studiare

– avere passione

– creare un gruppo

– farsi vedere sul Web

– coinvolgere i fan nella raccolta fondi

– essere generosi del proprio tempo

– cogliere le occasioni

Lucia Ingrosso, Millionaire 12/2011

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