Wedding planner in Calabria: il sogno (realizzato) di tre ragazze

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«Quando si ha in testa un sogno è difficile pensare ad altro» scrive Stefania Severino, 31 anni, Laurea in filosofia e scienze della comunicazione, è riuscita a realizzare il suo sogno imprenditoriale tra mille ostacoli: diventare wedding planner in un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria. Oggi l’agenzia che ha realizzato con due socie (Eufemia 41 anni, e Chiara, 31) organizza matrimoni per stranieri e italiani, e gestisce uno store specializzato in abiti per damigelle: «Quando siamo partite la gente pensava che “wedding planner” fosse una sorta di malattia. Non c’erano ancora programmi televisivi che hanno aiutato la professione. Ma ci siamo buttate a capofitto. Ho conosciuto Eufemia a un corso per wedding planner. Abbiamo parlato e pensato di iniziare. Siamo partite da una scrivania, avevamo solo quella e abbiamo realizzato i primi progetti. Poi si è aggiunta Chiara. Quando parlavamo di ciò che facevamo tutti ci davano per spacciate. Saremmo fallite prima o poi e invece…» racconta Stefania a Millionaire.

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Per farsi le ossa, lavorano gratis, prestano i loro servizi ad amici e conoscenti. I primi clienti arrivano con il passaparola. Con i guadagni dei primi matrimoni organizzati investono in pubblicità: creano un sito, un blog e iniziano a promuoversi via social. Per farsi conoscere contattano i giornali online del settore (es. http://www.stylemepretty.com/) e italiani (http://weddingwonderland.it/): «I primi matrimoni gratis servivano a fare gavetta, prendere i primi contatti con i fornitori, e fare foto da riutilizzare per comunicare la nostra attività sul Web. Il blog ha iniziato ad attirare clienti».

Non solo Web, le tre socie hanno deciso di reinvestire gli utili in un negozio fisico per vendere abiti per damigelle: «Anche questo è stato un rischio: in Italia la damigella non è una figura conosciuta come all’estero. Ma abbiamo notato che c’è sempre un crescente interesse. E le vendite ci hanno consentito di migliorare i servizi offerti».

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Tanti gli ostacoli per affermarsi: «Abbiamo provato più volte forme di finanziamento, ma nessuno ci ha dato credito. Dopo il secondo tentativo abbiamo gettato la spugna e deciso di andare avanti senza chiedere più aiuti. E poi c’è da registrare la mancanza di collaborazione in molte realtà del Sud. Reperire i primi fornitori non è stato per nulla facile. Parlare con i ristoranti, con i preti, ma anche con i fiorai. C’è sempre molta diffidenza da abbattere prima di iniziare».

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Oggi organizzano matrimoni in Calabria, Puglia e Liguria. Diversi sono gli stranieri che usufruiscono dei loro servizi. Si dividono il lavoro in tre: Stefania si occupa della progettazione dell’evento, Chiara della gestione delle attività, Eufemia dell’amministrazione. Un evento completo costa dai 2.400 euro in su. 50mila euro il fattura nel 2014.

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Che consigli daresti a chi imitare la vostra storia?

«1. Innanzitutto, insistere e non aspettare gli altri. Stai lì mesi ad attendere un finanziamento che poi nemmeno arriva. Bisogna puntare sulle proprie forze. 2. Poi il team, cerca persone che ti facciano stare bene, con cui puoi condividere competenze senza litigi e senza che qualcuno invada il tuo spazio. 3. Lavorare molto sul Web. Senza Internet noi non ci saremmo mai state. Creare un blog, postare foto di eventi, video promozionali e investire, contattare siti italiani e stranieri del settore per farsi conoscere. 4. Essere disposti a sacrifici. All’inizio magari ti capita di lavorare gratis. Ma non è una tragedia, stai solo imparando come muoverti e chi sono i protagonisti del settore. 5. Scegli con cura i fornitori sul territorio. È fondamentale stabilire con loro un buon rapporto».

INFO:  http://ideeventi.com/

Giancarlo Donadio

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