Lavoro all’estero? Ti aiutiamo noi!

Un’agenzia di lavoro che aiuta gli italiani che vogliono cercare un impiego all’estero.

Si chiama Talent Island ed è un’azienda che si trova a Imola. Lanciata a fine febbraio, ha dato lavoro a 14 persone, offre posizioni in Germania, Olanda, Inghilterra, Hong Kong, Giappone, Emirati Arabi, Canada, Stati Uniti… E ha raccolto oltre 500 candidature.

Per saperne di più, abbiamo intervistato l’amministratore Stefano Carpigiani, 33 enne, esperto di recruiting internazionale.

Perché l’idea di quest’agenzia?

Nasce per riempire un vuoto. Ci eravamo resi conto che non esisteva un’agenzia nazionale che faceva questo tipo di intermediazione, tra italiani in cerca di occupazione e aziende italiane e straniere all’estero. Allora c’erano solo realtà internazionali che operano con logiche relative al loro Paese di appartenenza. Per questo abbiamo aperto una realtà italiana per aiutare i tanti connazionali che vogliono emigrare per desiderio o necessità».

Come funziona Talent Island?

Da una parte, abbiamo dei collaboratori che ci segnalano le posizioni disponibili. Poi c’è il lavoro interno, contattiamo le aziende all’estero e “offriamo” i nostri talenti. Per i più talentuosi, diventiamo una sorta di manager. Le aziende (sono 70 oggi quelle con cui collaboriamo) ci riconoscono una percentuale annuale sugli inserimenti. Il servizio è gratuito per i candidati».

 

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Come ci si candida?

Il candidato va sul sito e inserisce il suo cv (in inglese). Noi ci occupiamo di correggerlo se ci sono eventuali errori o adattarlo all’offerta e al Paese dove c’è l’offerta. Comunichiamo le offerte sul sito o sui nostri social. Non ci abbiamo limiti di età o di tipologia di lavoro. Il requisito essenziale è la conoscenza di una seconda lingua».

Quali sono i profili più richiesti?

Tecnici delle telecomunicazione, programmatori, medici, infermieri… C’è molta richiesta nel campo medicale. Oltre a queste ci sono anche richieste per giornalisti, scrittori, ricercatori. Qui l’ostacolo è la lingua: per un inserimento la conoscenza della lingua del Paese deve essere ottimale».

Cosa consigli a chi decide di lavorare all’estero?

Innanzitutto di rispondere onestamente a tre domande fondamentali: cosa sto cercando? Dove voglio andare? E qual è il mio obiettivo finale (qui bisogna avere i piedi per terra, le ambizioni devono essere concrete e raggiungibili)? Una persona che va all’estero senza avere dato una risposta chiara a questi interrogativi è destinata all’insuccesso. Poi bisogna anche ragionare sui sacrifici che si è disposti a fare per raggiungere dei risultati: spesso ci sono persone che trovano lavoro in posti periferici, lontano dalle grandi città. Qui il rischio è di soffrire di solitudine, di non inserirsi. Ed è solo un esempio degli ostacoli che possono incontrarsi. Prima di partire serve ragionare. Non tutti sono pronti».

INFO: http://www.t-island.eu/

Giancarlo Donadio

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