Airbnb: la soluzione per far fronte al caro vita

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Con l’arrivo dell’inflazione numerosi italiani hanno ricorso a una seconda entrata, mettendo le proprie case su Airbnb. L’azienda americana propone soluzioni per aiutare i nuovi host ad emergere.

 

Il caro vita dovuto all’inflazione comincia a mettere in seria difficoltà gli italiani, i quali corrono ai ripari accingendo a entrate secondarie per arrivare a fine mese. L’idea di mettere a reddito la propria casa sta prendendo in considerazione sempre più partecipanti, infatti, quello che si sta verificando ultimamente è proprio un boom di host registrato sulla piattaforma di Airbnb.

Secondo un’intervista tenuta da IlSole24Ore con Giacomo Trovato, amministratore delegato di Airbnb Italia, Airbnb nell’ultimo trimestre avrebbe registrato un aumento di host del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per far fronte al caro vita, ospitare sulla piattaforma è diventato per molti italiani una voce importante del proprio bilancio domestico. “Secondo un recente sondaggio sui nostri host – spiega Giacomo – risulta che uno su due indica come motivo per cui affitta la casa quello di poter contare su una fonte di reddito per arrivare a fine mese o coprire costi crescenti».

Perciò, a seguito di questi risultati ottenuti dai sondaggi, Airbnb ha ben pensato di sviluppare dei programmi per supportare i nuovi host.

 

Le novità per i nuovi host

L’obiettivo di Airbnb, afferma Giacomo, è quello di semplificare l’idea di mettere a reddito la propria casa. Infatti, a seguito degli insight emersi, Airbnb Italia ha sviluppato “Airbnb Start” un programma per supportare i nuovi host nella definizione della loro offerta facilitandoli nella pubblicazione del loro primo annuncio, usufruendo di un’assistenza personalizzata di un “super host”, il quale, con la propria esperienza accompagnerà il piccolo host verso il suo primo soggiorno.

Ma non è finita qui, infatti sono previste anche una seconda e una terza novità. La seconda riguarda l’inserimento in organico di un potenziamento della protezione per l’host in caso di danni, AirCover, che punta alla semplificazione degli indennizzi allargando la capacità degli oggetti assicurati. Mentre la terza riguarda, invece, l’ampliamento delle categorie di alloggi, passando da 50 a 56, spaziando dai luoghi accessibili ai disabili, ad alloggi ad almeno 3 mila metri di altitudine, fino a case con spazi appositi per bambini.

Insomma, in un periodo in cui la necessità di avere una seconda entrata aumenta di giorno in giorno, per chi già da tempo stava pensando di entrare nell’ecosistema di Airbnb e non l’ha mai fatto per paura di non emergere, non c’è momento migliore di questo per buttarsi.

 

Le mete italiane più gettonate

Un fatto che merita una particolare attenzione è sicuramente la tendenza in crescita verso le zone meno affollate, preferite rispetto alle grandi città. Secondo i dati di Airbnb, se nel 2019 le grandi città europee avevano un peso sulla piattaforma di circa il 20%, nel 2022 questo peso è scelto al 14%, nonostante le prenotazioni nel 2022 siano nettamente aumentate rispetto al periodo pre-covid.

Tra le grandi città più gettonate in Italia, ai primi tre posti abbiamo Roma, Milano e Firenze, ma dato la tendenza verso luoghi meno congestionati, Airbnb ci mostra anche la classifica delle città meno frequentate in maggiore crescita. Ai primi tre posti di questa classifica abbiamo Palermo, Pisa e Como. Le zone rurali, dichiara Airbnb hanno un tasso di crescita che supera di otto volte le grandi città. Registrando trend di turisti provenienti principalmente da Paesi quali America, Germania e Francia, mentre nella classifica della crescita troviamo sul podio, Israele, Svizzera e Norvegia, Paesi nei quali è stato registrato un particolare aumento di appeal nei confronti del nostro paese.

 

 

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