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Alleanze vincenti tra piccole e grandi aziende nel nuovo mondo

Evitare accuratamente i solisti e abbattere i silos. Le nuove frontiere del business passano dal gioco di squadra. Una partita plurale che coinvolge grandi e piccole aziende.

Se c’è una lezione che hanno imparato sulla loro pelle le aziende, è che per vincere le sfide globali legate all’emergenza sanitaria, economica, ambientale non conviene più giocare da solisti. Così emerge chiaramente che dopo lo tsunami legato al Covid-19 si imporranno sempre di più quelle imprese che sapranno allearsi per scalare mercati, generare valore, rispondere in tempo reale alle sfide globali. Lo ha evidenziato poche settimane fa anche l’Harvard Business Review: non abbiamo più bisogno di silos, ma di costruire ecosistemi integrati.

“Le aziende avranno bisogno di tutti gli strumenti di cui dispongono per sopravvivere alla recessione e rilanciare le loro attività: dovranno ricalibrare le operazioni, riallocare le risorse e in alcuni casi reinventare completamente i modelli di business. Ecco perché in molte realtà le joint venture e le partnership svolgeranno un ruolo sempre più strategico soprattutto per 2 elementi: da un lato la necessità di condivisione dei costi, dall’altro la modalità di posizionamento per la crescita” hanno scritto James Bamford, Gerard Baynham e David Ernst sull’Harvard Business Review.

Una nuova idea di rete

“Un modo per passare dalla contingenza del just in time al valore del lavoro in comunità con il just in case”: così ha scritto il Financial Times. Un ragionamento sistemico e di visione a medio-lungo termine. Così è nella squadra trasversale e allargata che si possono trovare le risposte più mirate per questo nuovo tempo sospeso. Una squadra che guarda ben oltre i confini ristretti delle mura aziendali. Ma attenzione. Non è una partita che riguarda soltanto i grandi colossi. Perché le alleanze fanno bene a tutti i livelli. Proprio per disegnare nuove strategie di business, Mike Chove e Annabel Gutterman su Time hanno raccontato la straordinaria storia di Bookshop.org, piattaforma di risposta al colosso Amazon, impegnata ad aggregare piccole librerie indipendenti unite per vendere online. A metterla in piedi, nel gennaio 2020, Andy Hunter. Oggi la piattaforma conta 560 librerie, erodendo al momento l’1-2% del mercato.

Imparare a essere “unici”

Un’altra lezione arriva dalla Toscana. Proprio tra le colline nasce Unici, un consorzio che aggrega più eccellenze enogastronomiche del territorio: c’è l’azienda di olio, c’è quella dei tartufi, c’è lo storico biscottificio, c’è il pastificio. Ma la forza è guardare anche oltre i confini regionali, aggregando chi produce aceto balsamico a Reggio Emilia o i capperi nell’isola di Pantelleria. Sette amici produttori, interpreti delle più virtuose realtà della gastronomia italiana, uniscono i propri talenti, lavorando insieme per raggiungere obiettivi. Sette località votate all’internazionalizzazione attraverso produzioni speciali: Prato, Forcoli (Pi), Albinea (Re), Monte San Pietrangeli (Fm), Fossacesia (Ch), Pantelleria e Firenze. Come diceva il vecchio adagio: da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontani.

Tratto da Millionaire di ottobre 2020. aziende

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