Antonio, maestro del gelato: Come le mie consulenze hanno aiutato ad aprire quattro gelaterie a Miami

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Antonio Arminio, 35 anni è un maestro del gelato. Inizia con l’attività di famiglia a Santa Maria a Vico, un paesino di 14mila abitanti in provincia di Caserta, e poi e’ parte integrante del team Gelato-go, con il quale da socio-consulente apre quattro gelaterie a Miami, catturando clienti come Sean Penn, Mike Tyson, Bobo Vieri, Alessandro Nesta.

«Mi sono avvicinato al mondo della gelateria dopo la leva militare. Mio padre è proprietario di una pasticceria e abbiamo deciso insieme di provare a realizzare un gelato artigianale, come si faceva una volta. Allora mi sono messo a studiare e sperimentare per creare qualcosa di unico: un prodotto senza base industriale (la usano il 90% delle gelaterie del mondo), senza burro e uova, additivi o integratori» racconta a Millionaire.

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Il gelato piace e Antonio diventa consulente per gelaterie campane aiutandole nella fase di avvio dell’attività. Poi l’incontro con due amici, Alessandro Alvino e Domenico D’Addio, e l’idea che gli cambia la vita: «Con Domenico mi incontravo nelle partite a calcetto in Paese. Lui intanto si era laureato in Bocconi e lavorava a Miami. Un giorno mi chiama e mi dice che vuole provare ad aprire gelaterie lì in America e ha bisogno del mio aiuto. Non sapevo se accettare: non conoscevo né l’inglese, né lo spagnolo e avevo più di un timore. Allora ne ho parlato con mio padre: “Vai, male che vada sarà comunque una grande esperienza di vita” mi ha detto. Allora mi sono fatto coraggio e sono partito».

Come aveva previsto, le cose all’inizio non sono per nulla semplici. La sua non conoscenza della lingua è un grosso limite: deve supportare Domenico con la gestione dei fornitori, con la ditta che si occupa dei lavori e delle questioni burocratiche «Ero come un granello di sabbia su una spiaggia. I permessi tardavano ad arrivare, le varie ispezioni spesso ci mettevano davanti alla soluzione di tornare a casa e mollare tutto.  La sera andavo a giocare a basket con gli americani, a calcio con i messicani ed i cubani per imparare la lingua, capire la loro mentalità, i loro modi di fare».

foto gelati

Nel frattempo cerca i prodotti per produrre il suo gelato: compra al supermercato 100 dollari di frutta che non aveva mai visto e sentito prima: «Ho dovuto assaggiarla tutta: dal Mamey al Guanabana, Litchi, calcolare la polpa, l’acqua, e il mio stomaco ne ha pagato le conseguenze quella notte. Ho dovuto imparare le unità di misura che sono completamente diverse, dai galloni ai gradi Fahrenheit, alle miglia».

Nel 2013 viene inaugurato il primo locale in Ocean Drive, chiamato Gelato-go. Domenico ed Alessandro lo sostengono nella parte finanziaria. Solo l’affitto costa quasi 10mila dollari al mese in una strada così esclusiva. Appena aperti invitavamo tutti ad assaggiare il gelato, facendo una distinzione tra il nostro prodotto e l’ice cream (pieno di grassi) che di solito loro mangiano. Il successo non è tardato ad arrivare. Sono arrivati i primi clienti disposti a spendere anche 5 dollari per una porzione minima. Poi la stampa e i primi personaggi famosi».

Come Mike Tyson diventato uno dei suoi clienti: «Proprio nel periodo che stavo leggendo “True”, la biografia di Mike Tyson una mattina vedo scendere un omone da una limousine. Entra nella gelateria e chiede di me dicendo di avermi visto in TV e che voleva assaggiare il gelato italiano. Era proprio Big Mike! Credevo di essere ancora brillo dalla sera prima».

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Al primo locale sono seguiti altri tre della catena Gelato-go, grazie ad efficienti collaborazioni con nuovi investitori. Nonostante il successo, Antonio è tornato in Italia per studiare nuovi mercati: «Sono cresciuto tantissimo come persona. Ho imparato due lingue, sono diventato “famoso” nel mio lavoro ed ora come ora sto lavorando ad un progetto per Cuba, uno per Dubai».

Antonio e Domenico offrono consigli a chi vuole aprire una gelateria di proprieta’ o in franchising, in Italia o all’estero. È possibile contattarli all’indirizzo email  domenico@gelatogo.net e antoniogelatogo@gmail.com

«Chi vuole aprire un’attività all’estero non deve mai buttarsi a capofitto. Se qualcuno volesse fare il salto, gli consiglierei prima di trascorre un periodo come turista, poi lavorare come dipendente nel settore in cui ha interesse a investire. È un periodo che ti servirà a capire come pensa la gente del posto, quali sono le sue abitudini, come il tuo capo si rapporta ai fornitori. Poi dopo l’apertura ci saranno periodi in cui ti sentirai solo. È in questi momenti che non dovrai mollare. La tentazione è tanta, come i problemi, ma con passione, semplicità e testardaggine puoi arrivare ovunque»

INFO: http://www.gelatogo.net/

Giancarlo Donadio

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