Architetture ibride

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Porsche Experience Center. / © Beppe Rasoph

Mercati, luoghi legati al cinema e al teatro, coworking e biblioteche, come la Salaborsa di Bologna o la nuova Deichman Bjørvika, di Oslo, che è stata premiata come la più bella al mondo dall’International Federation of Library Associations and Institutions.

 

Spazi per la ristorazione, parchi per lo sport o il benessere. E ancora, i paesaggi attrezzati per i concerti, come la nuova Arena di Campovolo, in provincia di Reggio Emilia, inaugurata a giugno con il concerto di Luciano Ligabue: la più grande arena per concerti all’aperto realizzata in Europa nata da un intervento di rigenerazione a impatto zero, che trasforma l’area non operativa dell’aeroporto, per 20 ettari di estensione, in un parco capace di ospitare fino a 100mila persone.

Il progetto è firmato da Iotti + Pavarani Architetti, Tassoni & Partners e Studio LSA e ricompone diverse modalità di uso dello spazio aperto in un sistema organico unitario. A questo elenco si aggiungono i circuiti per gli appassionati di automobilismo e tra le ultime aperture in Italia c’è il Porsche Experience Center di Castrezzato (Bs) in Franciacorta dove, clienti e non, possano vivere l’esperienza Porsche a 360 gradi.

Infinita la galassia di quei luoghi per il lavoro e la produzione, che sono spazi per l’intrattenimento e che diventano luoghi di community, interazione, sperimentazione e socializzazione. Architetture ereditate dalla storia, moderne o contemporanee, dove l’innovazione è design-driven. Dove la qualità degli spazi è un plus per chi fa impresa.

 

Sauna KOK a Oslo.

 

Le città sono le vere protagoniste. A scala internazionale fanno scuola esperienze di successo come quella delle saune galleggianti (a legna) che si trovano lungo il waterfront di Oslo, con viste inedite sulla città, all’occorrenza le zattere possono anche prendere il largo per un tour turistico di qualche ora, in completo relax.

Ad Aarhus, seconda città della Danimarca, Bjarke Ingels Group ha progettato uno stabilimento balneare su un’isola artificiale con piscine, saune, campi da beach volley e caffè. Mini e mega architetture, luoghi dove il pubblico e il privato si alleano e dove la città pubblica prende vita grazie a servizi e attività, al passo con una rinnovata domanda di tempo libero, di contaminazioni e, più in generale, di benessere e divertimento.

 

Ricca l’offerta di servizi e attività al Porsche Experience Center di Castrezzato (Bs), all’8° posto nel mondo, dopo quelli di Lipsia, Silverstone, Atlanta, Le Mans, Los Angeles, Shanghai e Hockenheim, il primo in Italia nonché il più grande, con una superficie complessiva di 60 ettari e un investimento di 28 milioni di euro.

A firmare il progetto, GBPA Architects e Dromo, che hanno completamente ripensato la vecchia pista di Franciacorta, dando vita a un vero e proprio autodromo omologato per le corse dalla Federazione Internazionale Automobilismo di Grado 2 (lungo ben 2.519 metri, per una larghezza minima di 12).

Completano l’intervento una pista di handling a bassa aderenza (LFH) di 458 metri, uno steering pad a bassa aderenza (LFC) di 30 metri di raggio, un’area fuoristrada con 19 percorsi e 6 tipi di pavimentazioni speciali, oltre a un kartodromo per kart elettrici di 3.000 mq. Sotto le 11 arcate di legno lamellare trovano spazio gli uffici, un Simulation Lab (dedicato alla guida in modalità virtuale), il business center, il ristorante, la caffetteria e uno shop.

«Abbiamo voluto mettere l’auto al centro, protagonista assoluta che può essere guardata, osservata, ammirata da qualsiasi tipo di angolazione» raccontano gli architetti Antonio Gioli e Federica De Leva. E non c’è da stupirsi se si incontrerà una Porsche nella sala meeting o addirittura nel ristorante.

 

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