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Arnault si compra la Vigna di Leonardo

Il magnate francese aggiunge un altro trofeo alla sua collezione

 

 

Il vigneto ed ex residenza di Leonardo Da Vinci, nel centro di Milano, ha un nuovo proprietario.

Secondo quanto riportato dalla stampa, Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato di LVMH, ha acquistato l’edificio storico noto come Casa Degli Atellani a Milano dai suoi precedenti proprietari, i discendenti delle famiglie Conti e Portaluppi. Il valore della transazione o lo scopo dell’acquisizione non sono stati resi noti.

Costruito intorno al 1490, il monumento fu donato da Ludovico “Il Moro” duca di Milano a Leonardo Da Vinci nel 1498 mentre si trovava in città per dipingere il suo capolavoro “L’ultima cena”. Passata di mano e di proprietà nel tempo, la residenza milanese di Corso Magenta fu acquistata nel 1919 dal senatore e imprenditore Ettore Conti, il cui genero, il celebre architetto Piero Portaluppi, fu incaricato di restaurarla.

La villa del XV secolo nasconde un cortile verdeggiante che ospita il vigneto di Da Vinci, l’unica tenuta vinicola esistente nel centro di una metropoli. Trascurato e distrutto, il vigneto di 16 file è stato accuratamente restaurato nel 2014 e finalmente svelato al pubblico durante l’Expo internazionale 2015 tenutasi a Milano.

Dalla sua riapertura, La Vigna di Leonardo ha accolto visitatori e turisti e vanta anche sei appartamenti in affitto. Ha ospitato numerosi eventi privati, tra cui sfilate e presentazioni di moda e ricevimenti.

 

 

VIGNA LEONARDO
© vignadileonardo.com

 

 

La Vigna di Leonardo

Nel 1498 Leonardo da Vinci riceve la Vigna quale prezioso dono di Ludovico il Moro per ripagarlo di aver terminato l’Ultima Cena, dipinta nel refettorio della vicina Basilica di Santa Maria delle Grazie. Sarà costretto ad abbandonare Milano nel 1500, quando il ducato viene invaso dalle truppe del re di Francia e il Moro, sconfitto, viene catturato e fatto prigioniero. Anni dopo, nel 1506, Leonardo accetterà di far ritorno a Milano solo a patto di tornare in possesso della sua Vigna; che gli sarà restituita senza che l’artista “habia a patire spesa pur de uno soldo”. Quando nel 1513 lascia di nuovo la città per trasferirsi prima a Roma e poi nella sua ultima dimora in Francia, Leonardo si premura che la Vigna venga curata dai suoi più fedeli servitori. Riceve in Francia i frutti del suo terreno e ancora nel suo testamento destina metà del vigneto al fedele servitore Giovanbattista Villani e l’altra metà al suo prediletto allievo, Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì, che qui aveva costruito una casa. Nel 1524 Salaì muore, assassinato presso la Vigna. Dopo quattro secoli di oblio, solo all’inizio del Novecento il grande architetto Luca Beltrami, autore della ricostruzione d Castello Sforzesco e importante studioso di Leonardo, ricava l’esatta posizione della Vigna, e la fotografa. Un secolo fa una speculazione edilizia trasforma l’area e riduce la Vigna a un piccolo appezzamento di terreno, in fondo al giardino di Casa degli Atellani. Dopo la guerra, sarà ricoperto dalle macerie dei bombardamenti che nel 1943 si abbattono sulla casa, e su Santa Maria delle Grazie. Grazie alla volontà della Fondazione Piero Portaluppi e della proprietà di Casa degli Atellani, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la Vigna rinasce nel 2015. Nel 2018, per la prima volta, l’uva ripiantata per Expo 2015, è stata raccolta e lasciata a fermentare in giare di terracotta. Le prime 3 bottiglie di quella vendemmia (330 in totale nel 2018) sono state battute all’asta con un evento di charity.

 

 

VIGNA LEONARDO
© vignadileonardo.com

 

 

Casa Atellani

Gli Atellani, o della Tela, erano una famiglia di diplomatici e cortigiani probabilmente originari della Basilicata, saliti al nord, alla corte del Moro e degli Sforza, nel corso del Quattrocento. Gli Atellani abitano qui fino al diciassettesimo secolo, poi le case passano attraverso tre diverse famiglie proprietarie: i conti Taverna, i Pianca e i Martini di Cigala. Nel 1823 i Pianca affidano agli architetti Aspari una radicale ristrutturazione in senso neoclassico delle facciate. Nel 1919 l’ingegnere e senatore Ettore Conti le acquista per farne la propria abitazione. Conti affida al genero architetto Piero Portaluppi l’incarico del progetto. Portaluppi trasforma le due case in una sola dimora, abbattendo le mura che separano le corti preesistenti e creando un unico ingresso. Dopo tre anni di cantiere, la nuova casa degli Atellani viene inaugurata nel 1922, in occasione delle nozze d’argento di Ettore Conti e Gianna Casati. Dopo la guerra Portaluppi ne curerà i restauri e un’ulteriore trasformazione, necessaria dopo i gravissimi bombardamenti del 1943.

È possibile visitare la casa con guida privata.

Bernard Arnault

Arnault, il cui patrimonio netto è stato stimato a 181,8 miliardi di dollari a dicembre, è tra gli uomini più ricchi del mondo, spesso in competizione per il primo posto con imprenditori tra cui Elon Musk e Jeff Bezos.

Oltre a controllare marchi di moda come Dior, Louis Vuitton e Givenchy, tra gli altri, LVMH possiede 26 aziende nella categoria vini e liquori, tra cui Ruinart, Dom Pérignon, Moët & Chandon e Veuve Clicquot. Vanta anche una divisione ospitalità che comprende operatori del lusso come Cheval Blanc e Belmond.

Nel 2013, il gruppo francese ha acquisito una quota di maggioranza nella storica Pasticceria Confetteria Cova, proprietaria del marchio Cova e della società Cova Montenapoleone Srl che gestisce uno dei caffè più iconici di Milano, situato in Via Montenapoleone.

Con questo acquisto, Arnault rafforza la sua presenza nel campo della viticoltura. Ricordiamo che ha anche acquistato, nel 2014, la tenuta Clos-des-Lambrays (situata a Morey-Saint-Denis) per la somma di 101 milioni di euro.

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