Auto e sostenibilità: la Generazione Z cambierà davvero le regole del gioco?

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GenZ

Under 25 sempre meno interessati all’acquisto di un’auto, netto il crollo dal 2011 a oggi. La causa è la sostenibilità ambientale o le scarse risorse economiche?

L’automobile non è sempre stata solo e soltanto un mezzo di trasporto. L’auto si è imposta nell’ultimo secolo come uno status symbol, come trofeo d’indipendenza per tutti i giovani che finalmente, compiuta la maggiore età, sono diventati liberi di spostarsi dove e quando preferiscono.

Ci sono alcuni mercati che sono così potenti e insediati nella nostra quotidianità, da rendere ridicolo anche il solo pensiero che quello stesso mercato possa subìre crisi o temere per il proprio futuro. Il mercato dell’automobile è sempre stato tra questi.

I dati degli ultimi 10 anni

Secondo i dati Aci e Istat, dal 2011 al 2021 il numero di auto intestate a giovani con meno di 25 anni è calato del 43%, passando da oltre 1 milione di autovetture intestate a giovani freschi patentati nel 2011, a circa 590mila nel 2021.

Dopo una prima rapida osservazione, potrà sembrare ovvio che il numero relativo alla popolazione Under 25 negli ultimi 10 anni potrebbe essere drasticamente calato, eppure non è così.

Sempre dal 2011 al 2021, la popolazione di giovani italiani sotto i 25 anni è calata solamente del 3%, mostrando una riduzione in termini di quantità neanche superiore ai 160mila cittadini.

Quali sono le cause?

Una diminuzione così drastica non può far altro che allarmare gli addetti al settore e gli analisti del mercato. Com’è possibile che in così pochi anni ci sia stato un calo pari al 43%, per uno dei segmenti di clientela più importante? Un segmento che nutre l’acquisto di auto nuove e che muove intere nicchie di produzione, come quella delle auto sportive.

Questa è la domanda che più crea dibattito: da un lato abbiamo dati che mostrano che i giovani raggiungono l’emancipazione economica sempre più tardi e dall’altro abbiamo la crescente sensibilità delle nuove generazioni all’ecologia e alla sostenibilità ambientale.

Per coloro che sostengono che la principale causa sia dovuta al tardivo raggiungimento dell’emancipazione economica da parte dei giovani, notiamo dati che mostrano una riduzione pari al 68% degli occupati Under 25, dal 1981 al 2021, passando da oltre 3 milioni a 1 milione.

D’altro canto però possiamo notare che, soprattutto nei grandi centri urbani, si sono moltiplicate le opportunità di mobilità alternativa, con servizi di sharing per bici e monopattini, considerando inoltre un ulteriore fattore di fondamentale importanza, lo status dell’auto si sta sempre più legando in termini negativi come una delle cause che limita la sostenibilità ambientale e, a lungo termine influisce, seppure in parte, sui cambiamenti climatici.

C’è a chi non dispiace l’idea di immaginare la propria città libera dalle automobili. La Generazione Z sta chiedendo a gran voce un cambiamento sostanziale del nostro stile di vita, per venire incontro a quelle che sono le necessità di salvaguardia del Pianeta, oltre all’agevolazione del traffico cittadino.

Non tutte le città però, possiedono infrastrutture adeguate e abbastanza mezzi di trasporto pubblico, utili per una rilevante riduzione di uso delle automobili. Nel frattempo, lo sharing sostenibile prende sempre più piede nella nostra società e nelle abitudini quotidiane, non solo del pubblico giovane e maggiormente propenso al cambiamento e alle novità, ma anche a utenti più adulti, che vedono nello sharing la soluzione ideale per velocizzare i propri percorsi, ridurre i costi per il trasporto e dare il proprio supporto all’ambiente.

Come si comporteranno le grandi case automobilistiche?

L’ultimo ventennio è stato caratterizzato da un’apertura all’economia user centric. Quasi tutte le grandi società si sono adattate alle richieste del mercato, sia in termini di sostenibilità ambientale sia in termini di strategia di comunicazione. L’intervento è stato necessario ai fini del contrasto dei luoghi comuni di lungo periodo, che hanno contribuito alla creazione del tanto contestato gap sociale.

Le aziende più strutturate hanno già avviato le procedure di migrazione e di insediamento all’interno del mercato dell’auto elettrica. Fiat tra le varie, sta completamente rivoluzionando il proprio parco auto e sta mostrando forte sensibilità verso l’argomento ambiente e sostenibilità.

Potrà questa rappresentare una delle prime grandi battaglie della Generazione Z, per la concreta creazione di un futuro più sostenibile?

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