mem j io sono giorgia

Così abbiamo creato il tormentone “Io sono Giorgia”

Due impiegati-dj, appassionati di musica e trash, sono gli autori del tormentone “Io sono Giorgia”, il remix sul discorso di Giorgia Meloni in piazza San Giovanni a Roma, che conta oltre 6 milioni di visualizzazioni su YouTube e innumerevoli versioni meme condivise sui social con gli hashtag #iosonogiorgia e #iosonogiorgiachallenge. Una hit anche fuori dal web, tra parodie in tv e balli in discoteca. Loro sono Mem & J, vivono a Milano, hanno 24 e 27 anni. Preferiscono restare anonimi. «Come scriviamo sul nostro canale YouTube, siamo creatori di musica tamarra, trash, fatta da gente che non sa cantare. Lo facciamo per divertimento, nel tempo libero. Entrambi abbiamo un lavoro da impiegati» racconta Mem.

Come è nato “Io sono Giorgia”?

«L’intento era ironico, voleva essere una presa in giro, anche se ha generato un effetto (simpatia) che non ci aspettavamo. Non tutti hanno capito il messaggio Lgbt che volevamo comunicare (le parole di Meloni sono state estrapolate e montate in modo da ribaltare il discorso originale, con frasi come “noi siamo Lgbt e difenderemo la nostra identità”). Ma la maggior parte delle persone ha colto il senso, e i termini Genitore 1 e Genitore 2 con il remix sono stati sdoganati, adesso spaventano meno».

Vi aspettavate questa diffusione?

«No, ci ha sorpreso. Siamo abituati a fare musica e diffonderla tra i nostri follower e in alcune discoteche che frequentiamo. Nel 2016 abbiamo iniziato per gioco a creare brani leggeri e divertenti, scambiando qualche audio con gli amici su WhatsApp, riproducendoli durante le feste. Il nostro primo pezzo “In che senso” è diventato la sigla di una discoteca piacentina. Ma stavolta abbiamo raggiunto milioni di persone in poche ore».

Com’è successo?

«Il 26 ottobre abbiamo diffuso il pezzo al Toilet Club di Milano. La gente già conosceva il discorso della Meloni. Da subito hanno iniziato a circolare i video della serata su Instagram. Abbiamo pubblicato il remix su YouTube. Tra i primi, l’influencer Tommaso Zorzi lo ha condiviso dandogli grande visibilità. Ormai abbiamo raggiunto l’apice della curva, sono state tre settimane assurde, ma mi aspetto che “Io sono Giorgia” entri nell’Olimpo del trash».

Come nasce un fenomeno virale?

«Abbiamo creato una base discotecara e ritmata, utilizzando un discorso che la gente già conosceva, pronunciato da un personaggio noto e carismatico. La Meloni ha anche una cadenza e un tono di voce che si prestano bene al remix. Sono bastate poche ore per realizzare video e musica. Funziona così: scegliamo spesso argomenti attuali, scene tv o discorsi già virali. Il resto lo fa la Rete. L’obiettivo è farsi due risate, senza essere offensivi».

Ci guadagnate?

«Video e canale non sono monetizzati. Qualcuno ha messo il remix in vendita su iTunes, pur non essendo autorizzato. Noi abbiamo pubblicato solo la base strumentale. Vendiamo le nostre canzoni, alcuni influencer ci hanno contattato per qualche collaborazione su Instagram. Ma il nostro lavoro è un altro e, almeno per il momento, non abbiamo intenzione di lasciarlo. Con la musica, i social e YouTube ci divertiamo. Se tutto questo dovesse diventare un lavoro probabilmente il divertimento verrebbe meno».

Info e video qui: https://www.youtube.com/watch?v=fhwUMDX4K8o

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