Da settembre si riparte: si torna in ufficio

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Smartworking

Le famiglie italiane si preparano a tornare al lavoro e a scuola a settembre. Quali sono le novità e come affrontare al meglio la situazione

Le vacanze stanno per terminare, settembre è sempre più vicino e già molte voci lo definiscono il mese che fungerà da stress test in merito alla crescita/decrescita di contagi per Covid: infatti, cesserà in buona parte lo smartworking, si rientrerà in ufficio e riapriranno anche le scuole.

Come se non bastasse, l’Italia sarà nel bel mezzo di una nuova campagna elettorale, anche se il governo Draghi dovrebbe comunque garantire la gestione di eventuali emergenze connesse con gli affari correnti, prima che si sia formato un nuovo governo.

Il ritorno alla “normalità” è quasi alle porte

Cosa succederà, dunque, a settembre? Innanzitutto, come avevamo già accennato altrove (trovate la news qui), dal primo agosto sono venute meno le tutele di legge che garantivano lo smartworking per le categorie fragili ovvero per i lavoratori del settore privato con figli di 14 anni. Data la mancata proroga da parte del Consiglio dei ministri, tutti costoro sono chiamati a rientrare in presenza: dal momento però che agosto è mese di ferie e vacanze, il rientro in ufficio è giocoforza posticipato a settembre.

Tuttavia, nelle aziende che si sono mosse individualmente per siglare accordi con le rappresentanze sindacali in materia di lavoro agile, i lavoratori potranno rientrare secondo le modalità disciplinate da queste intese. A partire, poi, dal 15 ottobre ritorna la modalità ordinaria di lavoro in presenza anche per le amministrazioni pubbliche: salvi alcuni ministeri, che hanno negoziato accordi individuali per tenere due giorni a settimana di lavoro da remoto.

Sempre sul fronte lavorativo resta ancora caldamente raccomandata l’adozione di mascherine FFP2: il protocollo anti-Covid relativo agli ambienti di lavoro, approvato da sindacati e associazioni di categoria il 30 giugno, resterà valido sino alla fine di ottobre. A determinarne una eventuale revisione sarà la situazione contagi.

Leggermente diversa la situazione per le pubbliche amministrazioni dove, in base alla circolare emanata dal Ministro Renato Brunetto ad inizio aprile, la mascherina FFP2 è raccomandata solo in alcuni casi: per il personale a contatto diretto con il pubblico e sprovvisto di barriere protettive; per coloro che condividono le stanze presso cui lavorano, soprattutto se in presenza di soggetti “fragili”; negli ascensori e negli spazi oggetto di facili assembramenti.

L’uso della mascherina FFP2 resta altresì in vigore fino al 30 settembre presso gli ospedali e le RSA, nonché sui mezzi pubblici (fatta eccezione per gli aerei).

 

Uso della mascherina, vaccini bivalenti e quarantena light

Con riguardo alla scuola, la situazione generale sembra distendersi: stando alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, cade l’obbligo di utilizzo della mascherina, tranne nei casi di studenti e personale che potrebbe contrarre forme gravi di malattia. In detti casi, resta valida l’adozione della mascherina FFP2.

Ad ogni modo, sebbene la curva dei contagi sia ora in netto calo, ci si sta portando avanti con misure di tutela rispetto a possibili recrudescenze: l’agenzia del farmaco europea, infatti, approverà proprio a settembre i vaccini anti-Covid bivalenti (ossia in grado di tutelare sia dal virus originale che dalle relative sottovarianti) per over 50 e 60, mentre il governo è pronto a varare un nuovo pacchetto di regole relative alla quarantena.

In questo caso, è più corretto parlare di “quarantena light”, dal momento che l’assenza di sintomi da 48 ore e un tampone negativo regolarmente eseguito presso farmacie, ASL, medici privati, permette l’immediato abbandono dell’isolamento. Insomma, molte novità per un settembre che si prospetta intenso già da subito.

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