Dall’Australia torna in Italia per creare l’Amazon del Sud

5206

Dall’Australia torna in Italia nella sua Sorrento per aprire un e-commerce e vendere i prodotti tipici del Sud Italia nel mondo. Marco Cocurullo, 32enne di Piano di Sorrento, ha vissuto in Australia per sei anni. Poi la decisione di fare business in Italia e lasciare il lavoro come general manager in un hotel a Sidney: «Mi trovavo in una spiaggia vicino casa quando ho incontrato un amico delle elementari anche lui in Australia (Luigi Laezza, ndr). Volevamo fare una cena a base di prodotti del Sud, ma reperirli da quelle parti era complicato. Allora l’idea di creare un portale dove i prodotti enogastronomici del Sud di piccole e medie imprese fossero accessibili a tutti, da ogni parte del mondo» racconta Marco a Millionaire.

Questo è l’embrione che fa nascere Sud Bazàr, e-commerce che esporta pasta artigianale, vini rossi e bianchi, marmellate, formaggi freschi (mozzarella su tutti) in tutto il mondo con un focus sull’Europa e gli Stati Uniti: «Dal basso Lazio fino alla Sardegna, selezioniamo le aziende. Solo prodotti che piacciano a noi in primis, prima li degustiamo poi li acquistiamo per rivenderli. I produttori devono rispondere a due criteri: vendere prodotti del Sud e rispondere a requisiti etici, sia nella fase produttiva che nella gestione dei dipendenti».

sud bazar foto

Per realizzare il suo sogno Marco e Luigi (capo programmatore che lo aiuta nell’avventura) hanno investito soldi propri, circa 80mila euro, per comprare prodotti, fotografarli, rivestirli con un packaging pensato ad hoc, e inviarli): «Siamo in una fase di startup. Oggi abbiamo oltre 500 prodotti disponibili di 30 aziende. Gran parte del budget lo abbiamo destinato alla comunicazione. Consegniamo i prodotti entro 24/48 ore dall’ordine in contenitori isolati con un refrigerante che mantiene freschi prodotti come i formaggi. Abbiamo già esportato in Olanda, Inghilterra, Francia, Lituania, Spagna e California».

IMG_4871

Oggi cercano investitori. La loro idea è di creare un “Amazon” dei prodotti del Sud, nella quale le aziende potranno avere una vetrina per vendere direttamente: «Siamo in contatto con alcuni investitori e speriamo di chiudere per accelerare la crescita del sito. Non è facile fare una startup in Italia, i tempi della burocrazia sono lenti, le tasse alte colpiscono il fatturato e non l’utile.  Ma resta una bella avventura, comunicare il Sud e la sua grande ricchezza culturale e enogastromica. Renderla accessibile a tutti con un click».

IMG_4905

Cosa serve per fare impresa? «Credo passione, determinazione e pazienza. Se non hai questi “ingredienti” non vai lontano. Nessuno diventa ricco dall’oggi al domani. Poi ci vuole un pizzico di fortuna».

INFO: https://sudbazar.com/

Giancarlo Donadio

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteOscar Green per Expo: concorso per agricoltori innovativi
Prossimo articoloNasce AddLance, il primo sito italiano che dà lavoro ai freelance

4 Commenti

  1. Sono titolare di una agenzia (Green Gold Apulia’s di export per mercati nazionali ed internazionali di olio della terra di Puglia : Le Ferre di Castellaneta (TA) (www.leferre.it). E’ una pregiata produzione olearia, esclusivamente extravergine, unica nel panorama italiano degli oli di qualità, per la sua offerta originale e varia. Esistono molte varietà di olive in natura, ciascuna con proprie caratteristiche di forma, colore e sapore capaci di conferire peculiarità differenti all’olio. Per questo gli oli LE FERRE sono diversificati per singole varietà nei Monovarietali; varietà di olive che, invece, sono combinate sapientemente nel Multivarietale e arricchite di sapori del Mediterraneo negli Aromatizzati. Abbiamo un prodotto qualificato per esercizi pubblici di ristorazione.
    Sarei interessato ad una collaborazione fattiva nel proporre i ns. prodotti.
    Francesco GIULIESE
    Per eventuali contatti :
    cell. 3286274617
    greengoldapulias@gmail.com

  2. Buongiorno,
    sono titolare di un albergo con ristorante e di una società agricola registrata all’AIAB dove coltiviamo piu’ frutta di quello che è il nostro fabbisogno in maniera naturale e senza pesticidi ed anticrittogamici. Da qui la voglia di trasformare la frutta in confettura da confezionare etichettare e vendere all’interno dell’Hotel.

    Purtroppo ho trovato molta confusione a livello burocratico. C’è qualcuno che può aiutarmi a capire se:
    1) posso produrre usando la cucina del ristorante (che è già a norma)?
    2) Posso creare la mia etichetta e vendere ai clienti dell’hotel o ci sono dei vincoli particolari?

    Ringrazio per l’aiuto

    Saluti

  3. Ottimo lavoro Marco,
    Io faccio la stessa cosa qui in Inghilterra da quasi 2 anni. Propongo prodotti d’eccellenza Italiani ad un pubblico che ama il buon cibo a discapito delle mass-production.
    Mi farebbe piacere parlarti, magari trovare un modo per co-operare.
    Ti salute e ti auguro buon lavoro,
    Francesco Amato
    managing director
    Agrumia Ltd

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.