Elisabetta II: una regina di grande “valore”

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Elisabetta II
(Artista: Chris Levine | Saatchi Gallery)

La Gran Bretagna non perde solo una grande sovrana, ma anche una risorsa preziosa per l’economia di tutto il Regno

Sono passati pochi giorni dalla scomparsa della sovrana più conosciuta al mondo – la Regina Elisabetta II del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord – e molto, anzi moltissimo, è stato scritto sul suo conto. La pioggia di notizie, informazioni, aneddoti e curiosità non si placherà a breve.

In tanti si sono soffermati a evidenziare lo straordinario impegno della Sovrana nei suoi 70 anni al sevizio del proprio Paese: in pratica, un’intera vita spesa per onorare una Nazione che ha individuato in lei (e nella sua famiglia) il più emblematico simbolo di rappresentanza agli occhi del mondo. Come ha scritto qualcuno, una vera e propria istituzione del secolo passato e presente.

Ora, sebbene possa sembrare poco delicato parlare di denaro a pochi giorni dalla vigilia dei funerali di Stato della sovrana, sarebbe il caso di rimarcare il contributo più significativo che la Regina abbia dato al proprio popolo: quello economico.

 

Il “valore” economico della monarchia britannica

La monarchia britannica, infatti, non è solo un’istituzione, ma anche un marchio. E questo brand di successo ha trovato proprio nella Regina una fonte (quasi) inesauribile di valore. In questo senso, basti pensare a un accostamento fatto dal Daily Mail: Elisabetta II varrebbe più di Bill Gates e Kim Kardashian messi insieme.

Un paragone indelicato che, però, restituisce il peso economico della sovrana e della monarchia tutta: 71 miliardi di sterline è il valore stimato della Corona – la sola sovrana conta per 35 di questa somma! Perché è importante questa cifra? In breve, non si tratta solo di asset personali, ma del valore che questi asset ricoprono nella vita di molte persone: la famiglia reale è un business e, non a caso, Margaret Thatcher l’aveva soprannominata “The Firm”, l’azienda.

E come ogni azienda che si rispetti, la famiglia reale ha dato da lavorare a moltissima gente, ha portato risorse al proprio territorio (attraverso il turismo e il merchandising), ha generato ricchezza personale e altrui per mezzo della propria immagine. Anche questa – forse soprattutto questa – è una forma di servizio verso il proprio Paese.

 

Grandi eventi, una ricchezza per tutto il Paese

Si pensi, ad esempio, a un evento come il Giubileo di Platino con il quale il Regno Unito ha festeggiato i 70 anni di regno della propria sovrana: l’analista Michael Josem, dello studio londinese Brand Finance, ha stimato sulla base delle serie storiche che un evento come il Giubileo abbia portato nelle casse inglesi più di 1,6 miliardi di sterline solo attraverso la vendita di prodotti di merchandising.

La Regina, di fatto, è stata una fonte di inestimabile valore per gli affari del Regno Unito. L’1% del turismo inglese è connesso alla monarchia e il Giubileo di Platino di qualche mese fa ha consegnato ai cittadini britannici qualcosa come 3,5 miliardi di sterline.

Per non parlare dei turisti, che giungono dall’estero per partecipare a simili festeggiamenti: per costoro Londra è stata imbastita di negozi di souvenir, abbigliamento o prodotti a tema “Regina Elisabetta” o “Royal Family”. Di più: il grande magazzino John Lewis ha dichiarato che l’edizione limitata “Barbie Signature Queen Elizabeth II Platinum Jubilee Doll” è stata  sold out in appena 3 minuti.

Ancora, la Royal Collection Trust, l’organismo che gestisce le operazioni commerciali presso i numerosi palazzi reali in tutto il Regno, ha fatto incetta di decine di milioni solo attraverso gli ingressi venduti ai visitatori.

 

Il servizio (economico) reso al Regno Unito

In sintesi, la Regina Elisabetta (e la sua monarchia) non sono state unicamente la rappresentanza del Regno Unito: sono state e, con buona probabilità, continueranno a essere un fenomeno culturale dalle immense ricadute economiche.

Ricadute che certo passano per i beni materiali della famiglia reale stessa – dalle proprietà agli investimenti effettuati negli anni, fino ad arrivare alle collezioni d’arte, ai gioielli e agli asset liquidi da 500 milioni della sola Elisabetta II – ma si spingono anche oltre.

Come accennato, la monarchia britannica e la compianta Regina sono e sono stati un mood contemporaneo per anni: la ricchezza che il brand, a monte di questo fenomeno è in grado di generare, non si ferma certo con la scomparsa della sovrana.

Anzi, allo stato attuale delle cose, alcune stime ipotizzano che la monarchia sia ancora in grado di fruttare qualcosa come 40 miliardi di sterline negli anni a venire. Ecco perché si può dire che Elisabetta II sia stata in tutti i sensi una regina di grande “valore”: il servizio che ha reso al suo popolo è tutt’altro che intangibile!

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