«Ex avvocato, oggi organizzo esperienze per i turisti. Così sono rinata»

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Rimasta senza lavoro a causa di un incidente, Debora, 50 anni, romana, si è inventata una nuova vita partendo dai turisti. Prima ha trasformato il suo studio da avvocato in una casa vacanze, in affitto su Airbnb, poi ha creato una serie di esperienze da offrire agli utenti della piattaforma, dalle cene con i partecipanti bendati alle cooking class. Oggi è una host a tempo pieno. «E non tornerei indietro. Guadagno meno, ma mi sono arricchita nella vita» ci ha raccontato.

In Italia, le donne della community di Airbnb sono oltre 100mila, il 53% degli host totali. Insieme, nel 2018, hanno raggiunto un guadagno complessivo di 500 milioni di euro. Nel mondo sono arrivate a 10 miliardi di euro nell’ultimo anno. Molte si iscrivono alla piattaforma per avere una fonte di reddito extra, ma c’è anche chi, come Debora, ne ha fatto un lavoro.

Come hai iniziato?

«Per 25 anni sono stata la classica avvocato in carriera, sempre “sul pezzo”, come si dice. Poi ho avuto un incidente che mi ha cambiato la vita. Mi sono rotta un ginocchio. L’operazione ha avuto delle complicazioni. Sono rimasta a letto per sette mesi, attaccata a una flebo. Non potevo lavorare. Non sapevo neanche quando mi sarei ripresa. All’inizio rinviavo gli appuntamenti, poi ho perso i clienti. Mi sono ritrovata a 45 anni, con due figli, poche persone accanto e senza lavoro. Ero disperata. Riflettevo su cosa avrei fatto della mia vita. Quando mi sono rimessa in piedi, ho chiuso lo studio e l’ho trasformato in una casa vacanze».

Hai cercato lavoro in altri studi?

«Sì, mi sono messa a inviare cv, ma nulla. Preferivano sempre candidate più giovani. Poi, nel 2017, è arrivato a Roma Airbnb Experiences, ho pensato di inventarmi qualcosa e mettere a frutto la mia conoscenza delle lingue. La piattaforma era molto selettiva. Ho proposto di ospitare una cena bendata. L’idea è piaciuta. Ero contenta di ricevere un sì, dopo tanti no! Ho coinvolto anche mia figlia Fiamma, 24 anni. Pensavamo di organizzare una sera a settimana, invece è diventato un impegno a tempo pieno. Ho aperto la partita Iva, ottenuto le licenze necessarie, e ho ricominciato una nuova vita da zero».

Che attività organizzi?

«Durante la cena bendata creo ambientazioni e faccio incontrare persone di ogni provenienza, che viaggiano da sole o in gruppo. Lo scopo non è far vivere l’esperienza di un non vedente ma far conoscere le persone senza il pregiudizio dell’aspetto e smuovere qualcosa, evocare un ricordo, con un sapore o un profumo. Ho proposto anche altre esperienze, alcune bocciate, altre approvate da Airbnb, come la serata sulle tradizioni romane, le cooking class, il giro delle catacombe (sono una guida autorizzata) con food tour».

Non hai avuto ripensamenti?

«Molti mi hanno criticata. Ma io non ho rinunciato alla carriera di avvocato, mi sono reinventata e oggi non tornerei indietro. Ho una vita sociale che mai avrei pensato di avere. Ho conosciuto gente di ogni provenienza. La maggior parte degli ospiti arriva dagli Stati Uniti, soprattutto dalla California, poi ci sono nord europei, australiani, israeliani. Guadagno bene, meno di prima, ma mi sono arricchita sotto il profilo umano. Vivo delle esperienze bellissime, come la proposta di matrimonio fatta durante una cena. Gli ospiti si trovano bene, ci raccontano le loro storie, spesso restiamo in contatto anche dopo. È gratificante. Sono sempre impegnata ma ho uno stile di vita più rilassato: da host incontri sempre persone in vacanza quindi contente, sorridenti, piene di energia positiva. Sono anche Community Leader di Airbnb a Roma: cerco di tenere unita la comunità di host, ci incontriamo per condividere idee, storie e consigli».

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