Il ritorno alla fotografia stampata

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Fotografia stampata

Nonostante l’era delle tecnologie digital sia sempre più all’avanguardia, al tal punto che oggi possiamo vedere film girati sui telefonini, la fotografia stampata sta ritornando

Della GenZ si è scritto molto e lo si è fatto per parlare della prima generazione completamente nativa digitale nella storia dell’umanità. I giovani di oggi, in pratica, sono i primi a sentire il mondo digitale come parte integrante della propria realtà quotidiana e non come un’alternativa ad essa. Per costoro, realtà materiale e realtà digitale sono dati di fatto all’ordine del giorno.

Virtuale e streaming permeano la vita della GenZ eppure, quando si viene alla sfera dei ricordi intimi e personale, gli stessi giovani sembra seguire un paradigma del tutto diverso: in poche parole, attraverso il recupero di una dimensione fisica dell’esperienza e del ricordo, che passa da foto in stile Polaroid, DVD e vinili, i figli del nuovo millennio diventano più boomer dei boomer.

A livello di passioni e interessi, infatti, moltissimi giovani della GenZ non sembrano essere arresi alla progressiva dismissione dei supporti fisici. Soprattutto quando si tratta di elaborazione e conservazione di contenuti estremamente personali.

 

Tra fotografia digitale e fotografia analogica

A questo proposito, si consideri la fotografia: da anni, quella che una volta era una funzione assolta dalle macchine fotografiche – creare ricordi – oggi è semplicemente un click su quello smartphone che nel giro di pochissimi anni è riuscito a diventare un prolungamento del nostro stesso braccio (per non dire della nostra stessa vita).

Un’estroflessione tecnologica del nostro io. Ci sono però un paio di problema, che la GenZ ha colto perfettamente: da un lato, la tecnologia digitale soffre di limiti tecnici; dall’altro lato, la creazione e condivisione di memorie è andata cambiando con l’avvento del digitale.

Nel primo caso, infatti, ci si affida a device che nonostante gli sforzi degli ingegneri per ottenere maggiori spazi di archiviazione, non sono (lo saranno mai?) pensati per conservare i ricordi di una vita intera. Un dispositivo di fascia media, che scatta foto da 12 megapixel e ha una memoria di 64GB, può contenere fino a 16.000 foto ovvero 244 minuti di videoregistrazione. È poco: tra selfie, famiglia, animali domestici e altro, lo spazio di archiviazione è limitato.

Nel secondo caso, invece, questo flusso ininterrotto di scatti raramente giunge ai naturali spazi di condivisione in epoca digitale, i social. Spesso, infatti, la condivisione sui social si limita ad essere un statement che segnali la propria adesione/partecipazione a qualcosa: un “io ci sono” che, non di rado, obbedisce anche alle logiche di tendenze apprezzate dagli algoritmi delle piattaforme. E così, la fotografia cessa di essere momento intimo di condivisione.

 

I giovani preferiscono la dimensione “fisica” del ricordo

Certo, ci sono soluzioni digital che possono venire in aiuto in queste circostanze: Google e Apple, per esempio, hanno predisposto strumenti di intelligenza artificiale per selezionare gli scatti migliori sui propri device e organizzarli in album digitali personalizzabili. Oppure esistono servizi stampa di terze parti che, una volta scelti gli scatti più belli, permettono a ciascuno di autoconfezionarsi un piccolo album che verrà recapitato a casa. Il tutto per la modica cifra di 20-30€.

Ecco allora entrare in scena i più giovani che, alle infinte possibilità offerte dal digitale, preferiscono la dimensione fisica dei ricordi: una sorta di nostalgia per qualcosa che non c’è più e che forse nemmeno si è avuto il tempo di conoscere. Una nostalgia, peraltro, prontamente sfruttata a proprio vantaggio dalle grandi aziende che hanno saputo intercettare il sentimento della GenZ: è così che giganti come Fujifilm, Kodak, Canon e HP hanno ben pensato di fare leva sulla fotografia come dimensione intima di conservazione dei ricordi e proporre sul mercato stampanti istantanee per smartphone.

Pensate come dirette discendenti di quelle fotocamere che, sempre in grandi operazioni di marketing della nostalgia, riportavano in vita le macchine Polaroid degli anni Sessanta, le stampanti per smartphone hanno tutti i pregi che le rendono appetibili ai più giovani: costano poco, sono oggetti che ci si può portare appresso ai grandi eventi e cristallizzano momenti di valore e degni di memoria in un ricordo (anche) materiale e unico.

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