Il trend di educare i nostri bambini su TikTok

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Tik Tok

Se da una parte sembra obsoleto non utilizzare i social come connessione tra le diverse generazioni e tra professori e studenti, dall’altra bisogna sempre stare attenti a come vengono utilizzati

Mentre in Italia si parla del liceo Malpighi di Bologna, dove sono stati vietati i telefonini a ragazzi e professori durante le ore di scuola (ma veramente?!), gli hashtag #teacher e #teachersoftiktok hanno un totale di 72,1 miliardi di visualizzazioni su TikTok.

In molti video, si vedono educatori che spiegano il loro approccio all’insegnamento, mentre in altri ci sono vere e proprie lezioni in classe, con bambini e compiti. Ma fino a dove è corretto utilizzare i lavori di altre persone? E la privacy dei bambini?

Spesso spetta ai singoli distretti e scuole determinare le proprie politiche sui social media. La novità di TikTok evidenzia che alcune istituzioni non hanno politiche aggiornate sul suo utilizzo da parte degli educatori.

 

La questione della privacy

Negli Usa, il Family Educational Rights and Privacy Act (FERPA) non vieta la registrazione nelle scuole o la pubblicazione di tali registrazioni online, a condizione che non includano informazioni di identificazione personale (PII) sugli studenti.

Su video di TikTok, nella maggior parte dei casi non è chiaro se gli insegnanti abbiano chiesto esplicitamente ai genitori il permesso di pubblicare video dei loro figli. Alcuni insegnanti però fanno riferimento alle deroghe nelle didascalie dei video.

Tuttavia, il più delle volte, i creatori non fanno riferimento ai moduli di rilascio dei media e non è chiaro se i genitori li abbiano firmati. L’anno scorso, secondo una ricerca condotta da Skuola.net, gli adolescenti erano interessati al tema della sicurezza online. L’80% ha consultato i regolamenti delle piattaforme, ma vorrebbe saperne di più. Gli insegnanti il loro punto di riferimento principale sul tema (41%), seguiti dai genitori (26%)

 

Gli insegnanti

Negli Usa, per esempio, Kevin McClintock, insegnante nella scuola secondaria di primo grado, popolare per le sue strategie relazionali basate sulla danza, è seguito da oltre 2 milioni di persone. Per ogni post guadagna circa 500 dollari.

Nel Regno Unito, Laurie Knox, docente di Economia a Londra ed esperto di linguistica, ha circa 700mila follower e spopola su TikTok e per ogni post guadagna circa 130 sterline.

Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Alkemy–Il Sole 24 ore, al primo posto in Italia troviamo Sandro Marenco, professore di inglese e tedesco ad Alessandria, che su TikTok ha lanciato un video per studiare, accompagnato dall’hashtag #RipassiamoInsieme e ha superato 250mila follower, con i post letti da oltre 4 milioni di studenti.

Al 2° posto troviamo Alessandro D’Avenia, scrittore, editorialista, docente di latino e greco e al 3° Elia Bombardelli, trentino, docente di matematica, che ha caricato oltre 200 video lezioni su YouTube.

Antonella Visconti insegna a Varese ed è riuscita a spopolare su TikTok, grazie a pillole di greco, latino e di letteratura e poesia. Ovviamente c’è la notissima Norma Cerletti, che su TikTok ha una community di quasi 400mila seguaci.

Insomma, se da una parte sembra obsoleto non utilizzare i social come connessione tra le diverse generazioni e tra professori e studenti, dall’altra bisogna sempre stare attenti a come vengono utilizzati.

 

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