James Dyson lancia sul mercato un phon da 58 milioni di sterline (e diventa sempre più come Steve Jobs)

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Ha investito 58 milioni di sterline, impiegato 103 ingegneri, realizzato 100 prototipi. E dopo 5 anni di test su più di 1.000 miglia di capelli umani, James Dyson lancia sul mercato un phon supersonico. Che – c’è da scommetterci – replicherà il successo dell’aspirapolvere.

Con un motore digitale piccolissimo, leggero e silenzioso, il phon è dotato di sistema di “ controllo intelligente del calore” che protegge i capelli dalle temperature eccessive e, grazie alla sua leggerezza, migliorerà il lavoro dei parrucchieri. Last but non least: è bellissimo, però costa. 299 sterline.

 

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Scienziato, inventore, sperimentatore, James Dyson ha costruito un impero con visione e capacità di prevedere la domanda.

Il suo aspirapolvere è stato per anni il più venduto negli Stati Uniti. Il suo segreto? Lo stile imprenditoriale, che lo avvicina sempre più alla figura di Steve Jobs. «Dyson, come il fondatore della Apple, punta a portare sul mercato qualcosa di unico: prodotti tecnologici ad alto contenuto di design e a un prezzo elevato» commenta Alfredo De Massis, 37 anni, professore ordinario di family business alla Lancaster University Management School, dove dirige anche un centro di imprenditorialità familiare.

 

Perché James Dyson è come Steve Jobs

1. Soddisfa bisogni latenti.

«I suoi prodotti, come quelli Apple, non hanno solo nuove funzionalità, ma hanno un nuovo significato per il consumatore. Agiscono sul perché si acquista, non su cosa si acquista: è la design driver-Innovation. Dyson ha una straordinaria capacità di dare un nuovo significato alle cose, di soddisfare bisogni latenti e aprire nuovi mercati» aggiunge De Massis.

2. Lui è la Dyson.

«L’azienda e l’imprenditore coincidono. James Dyson è Dyson. Così come Steve Jobs era Apple».

3. Investe e spende per la ricerca.

«Dyson, come Steve Jobs, non è parsimonioso: spende e investe moltissimo nella ricerca».

 

Cosa insegna la storia di Dyson alle imprese italiane

«Quella di Dyson resta una grande impresa familiare – precisa De Massis- che può insegnare molto ai nostri imprenditori. James si è impegnato per portare in azienda, come futuro erede, il figlio (startupper di successo che ha inventato una lampada con luce al led che dura 37 anni ndr) ». Al Financial Times ha dichiarato: «Jake è molto competente, ama la tecnologia, ha un buon senso del business e del marketing. Tutte cose che io avevo, ma che lui ha di più. Perché mio figlio è più creativo di me. E porterà l’azienda dove io non posso condurla». Questo atteggiamento insegna ad affrontare il passaggio generazionale nelle imprese familiari. «I conflitti nascono tra un padre che tipicamente vuole proteggere lo status quo e un figlio che vuole innovare e spingere l’azienda di famiglia lungo nuove rotte. Ma la vera innovazione non si realizza dimenticando il proprio passato. Anzi. Per andare verso il futuro, bisogna proprio partire dalla tradizione» conclude De Massis.

 

Leggi qui la storia di James Dyson

James Dyson: «Pensa in modo diverso, fai errori, inventa»

 

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