La Generazione Z non ha fiducia nella politica

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Secondo Skuola.net circa 9 giovani su 10 non hanno alcuna fiducia nella intera classe politica che si è candidata alle ultime elezioni

 

In Italia i giovani non sono (quasi) mai stati al centro del dibattito pubblico, né in quanto prossime generazioni per le quali adoperarsi con interventi ad hoc, né come destinatari delle campagne elettorali che ambiscono a raccogliere voti. Questa è cosa nota, ormai. Meno noto è l’approccio degli stessi giovani e, in particolare, della GenZ al mondo della politica. A dispetto dell’atteggiamento della classe politica italiana nei confronti della Generazione Z, infatti, i giovani non percepiscono come alieno il dibattito sulla “cosa pubblica”, anzi. A fare luce sul sentiment giovanile che ha circondato le elezioni che si sono tenute domenica 25 settembre, un breve sondaggio fatto da Skuola.net, noto portale italiano dedicato al mondo scolastico e universitario. Con un campione di 1.568 ragazze e ragazzi tra i 18 e 25 anni, quelli di Skuola.net hanno scoperto che il 25% dei giovani si interessa ogni giorno alle vicende politiche. Il 42% degli stessi si informa di frequente, anche se non a cadenza quotidiana. Solo 1/3 (33%) si dichiara parzialmente o del tutto disinformato.

 

I Gen Z si dividono tra tv e social

A livello di fonti e “attivismo”, il quadro si fa interessante. Una fetta consistente dei GenZers, pari al 53%, si affida ancora alla tv tradizionale, mentre una quota minore (41%) si informa sul Web, attraverso quotidiani online o siti d’informazione. A farla da padroni, però, sono soprattutto i social: circa il 63% degli intervistati predilige questa fonte per il reperimento di notizie. Non solo: buona parte dell’attivismo giovanile – che interessa qualcosa come il 35% del campione considerato – transita ed è coordinato a mezzo social. Dati non certo trascurabili, eppure del tutto trascurati. Tutti gli intervistati, infatti, ritengono che l’attuale classe politica del Paese non abbia veramente a cuore i problemi delle nuove generazioni. Infatti, il 54% dei GenZers ha l’impressione che la politica parli troppo poco di loro, mentre addirittura il 38% pensa che la politica non ne parli affatto. Solo l’8% stima che ci sia qualche sporadica menzione alle proprie istanze. Di conseguenza, il 93% dei campionati ha una visione pessimista del futuro. C’è speranza? Sì. Circa 7 giovani su 10 si dice sicuro che il proprio voto possa fare la differenza.

 

 

È una questione di prospettive

Di preciso, però, quali sono le istanze reclamate dalla nuova generazione di cittadini attivi? Ebbene, tra le numerose preoccupazioni dei giovani, Skuola.net registra un 49% relativo alle prospettive occupazionali e sociali nel prossimo futuro. Un altro 40% relativo ai cambiamenti climatici e alla questione ambientale e un 34% relativo alle conquiste sociali e ai diritti civili. Temi meno sentiti, invece, riguardano le pensioni, che preoccupano il 3% degli intervistati, la sicurezza e l’immigrazione che sono causa di inquietudine rispettivamente per il 5% e l’8%. Nel mezzo, tutto il resto: tasse, burocrazia, sanità e scuola. Si può notare come il divario tra aspettative dei cittadini di domani e programmi elettorali dei principali partiti politici si faccia progressivamente più ampio e insanabile. Non deve, dunque, sorprendere che oltre 9 giovani su 10 boccino sonoramente l’intera classe politica nell’attuale fase storica della nostra nazione.

 

 

Da dove deriva la sfiducia della Gen Z nella classe politica

Queste le parole di Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, a margine del sondaggio: «La forte sfiducia della Generazione Z nei confronti della classe politica non è sinonimo di disaffezione per la politica in seno agli Under 25 che hanno diritto al voto. In tanti, infatti, si informano di politica, in 6 casi su 10 con frequenza elevata se non quotidiana. Proprio per questa consapevolezza, probabilmente, fanno fatica ad accordare fiducia all’operato dell’attuale classe dirigente, non trovandosi ad esempio concordi con quanto avvenuto nell’ultima legislatura: dalla caduta del Governo Draghi, giudicata un fatto negativo da 8 su 10, alla mancata approvazione di alcuni provvedimenti in tema di diritti civili, che invece sono tra le priorità di questa generazione, per non parlare del permanere della disoccupazione giovanile a livelli record».

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