La serra idroponica che dà lavoro e rivitalizza l’economia locale

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sfera idroponica

Alle spalle, un’impresa edilizia con cui dava lavoro a 250 persone, chiusa per la crisi, nel 2008. Luigi Galimberti, 47 anni, ha così deciso di reagire e ha fondato Sfera Agricola, innovativa serra per la coltivazione idroponica, in provincia di Grosseto.

Per caso, Galimberti si interessa di idroponica. Approfondisce, sul Web. «Bastava guardare ai Paesi Bassi. Ho ideato un modello di business che prevede impianti su più di 10 ettari e investimenti da milioni di euro. Mi sono rivolto a Oltre Venture, fondo di capitale che investe in progetti sociali con impatto ambientale positivo. Tra il primo contatto e l’ok al progetto sono passati pochi giorni. La società è stata costituita nel 2016. Ho ricevuto 150mila euro per cominciare».

Seguono accordi con la Gdo, sviluppo packaging e brand, permesso di costruzione. «Il terreno era in affitto, con l’opzione di acquisto, avvenuto poi. Marginale, senza vincoli, vicino a strade e ferrovie. Abbiamo costruito bacini per il recupero dell’acqua piovana e la serra più grande del Centro Europa, su 13 ettari».

L’investimento è stato di 20 milioni di euro, 10 da Oltre Venture, soci e Galimberti, altri 10 da un finanziamento bancario. A che punto siamo? «La produzione è quasi a regime. Il secondo anno il fatturato è stato di 8 milioni di euro, il terzo di 12 milioni. Occupiamo 230 addetti, 70 a tempo indeterminato» racconta Galimberti.

Idroponica con acqua piovana

In Sfera si coltivano pomodori, insalate e basilico. «La coltura è sostenibile. Un kg di pomodori o insalata richiedono 2 litri d’acqua, contro i 75 in campo aperto. Il 90% dell’acqua è piovana. Le bizze del tempo non incidono sulla produttività. Produciamo con zero residui chimici, meglio del biologico».

Galimberti oggi serve Coop, Conad, Simply, Carrefour, Pam e Crai. «Abbiamo 15 clienti attivi e richieste quattro volte superiori alle nostre disponibilità. Nel 2018 abbiamo prodotto 1,5 milioni di kg. Quest’anno abbiamo raddoppiato. Ma siamo al limite produttivo». Per questo è stato presentato un piano di sviluppo per creare serre idroponiche in 500 ettari. «Importiamo da Paesi Bassi e Spagna. Lo spazio potenziale per i nostri prodotti è enorme. Entreranno nuovi soci. E forse nel 2023 ci quoteremo in borsa». L’azienda prevede anche l’affiliazione di piccoli proprietari di serre di dimensioni ridotte, 4-5 ettari. «I partner non dovranno investire che lavoro e sudore».

INFO: www.sferaagricola.it

Tratto dall’articolo “Coltivo in idroponica” pubblicato su Millionaire di ottobre 2019.

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