Mollo tutto e vendo polenta in Thailandia

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Marco Cantamessa, 47 anni, bergamasco, da dicembre 2014 vive a Pattaya, 100 km a sud-est di Bangkok, dove nel settembre 2015 ha aperto il ristorante Mister Polenta.

La Thailandia è la seconda economia del sud-est asiatico (dopo la Malesia). Clima e paesaggio meravigliosi, economia in crescita e basso costo della vita. Più di 3000 italiani vivono e investono nel Paese. Tra questi, Marco Cantamessa, 47 anni, di Bergamo.

Perché si è trasferito in Thailandia?

«Per ragioni “di cuore”. Ma in Italia non ce la facevo più: lavoravo in proprio con i miei fratelli, la vita era molto stressante. E ho pensato di trasferirmi qui. Non è stato facile, perché la burocrazia locale è complicatissima, come quella italiana. Per questo ho preferito farmi aiutare fin dall’inizio da un commercialista italiano a Bangkok. Così sono riuscito a evitare tante truffe che invece hanno spezzato i sogni di molti nostri connazionali».

E l’idea di proporre la polenta?

«A Pattaya ci sono circa 200 ristoranti italiani, ma nessuno la proponeva. Così ho pensato che differenziarmi dagli altri mi avrebbe aiutato. Non è facile offrire un alimento sconosciuto. A ciò si aggiunge che la polenta va consumata calda, mentre qui la temperatura non scende mai sotto i 20 °C. Punto su due strategie: qualità, servendomi di farine importate dall’Italia, ed effetto novità. I risultati stanno arrivando, anche se poco alla volta».

Quali i vantaggi del fare impresa sul posto?

«Le tasse non strozzano chi è attivo in proprio: l’aliquota massima è del 20%. E l’Iva è al 7%».

E il rovescio della medaglia?

«Il sistema protezionistico thailandese. Uno straniero può aprire un negozio, ma deve affidare la vendita a una persona del posto. C’è il divieto di svolgere qualsiasi attività manuale. Infine, chi sceglie un Visto annuale di soggiorno, dovrà spendere più soldi per ottenerlo e subire controlli più rigidi sulla gestione dell’attività».

Consiglierebbe a un italiano di trasferirsi qui?

«La fase attuale è di transizione: la scomparsa di re Bhumibol ha causato un rallentamento degli affari. Inoltre i flussi turistici stanno cambiando: gli europei sono sempre meno e il loro livello è sempre più basso, mentre aumenta il numero di viaggiatori cinesi e indiani. In ogni caso, prima di scegliere dove trasferirsi è meglio soppesare costi e benefici: Bangkok offre di più dal punto di vista dei consumi, ma è anche molto più cara per le spese di ogni genere».

Problemi con la lingua?

«No: i thailandesi parlano bene l’inglese».

Cosa le piace della vita a Pattaya?

«Rispetto all’Italia, qui si vive con molto meno stress e molta più sicurezza. La qualità della vita è più alta. Bergamo non mi manca e nemmeno l’Europa: se dovessi lasciare la Thailandia mi sposterei in un altro Paese asiatico, magari la Cambogia».

Info: http://misterpolenta.com

 

Da un estratto dell’articolo di Riccardo Ricci “Paradiso per tutti” pubblicato su Millionaire di gennaio. 

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4 Commenti

  1. La polenta era buona, ma non ho mai visto clienti nel locale a parte quella serata in cui si poteva avere tutto a buffet sottocosto.

    Ha chiuso da parecchio, dopo aver preso mezzo patrimonio, dicono ora stia tentando l’avventura in un altra città e stia perdendo l’altro mezzo.

    Sconsiglio vivamente a chiunque di replicare l’avventura di questo simpatico signore che ho conosciuto personalmente, davvero una brava persona, ma non basta per fare impresa specie all’estero.

    Evitate di fare come lui a meno che non abbiate soldi da buttare via.

  2. Ma, dai, si può fare polenta a Pattaya?
    Non puoi vivere con qualche farang dei paesi nordici che ha nel DNA questo pasto. Falisci presto, anche perché i thailandesi si fanno pagare bene gli affitti. Innanzitutto devi avere altre idee e non avventurarsi, come mi pare di aver capito ha fatto il nostro connazionale.
    Non puoi lavorare solo con gli occidentali, ma devi avere una larga clientela, soprattutto i Thailandesi, quelli con i soldi, e per poterli prendere devi fare ciò che attira loro, specie nei weekend quando loro escono in massa.
    Conosco un thai a Bkk che con la pinsa romana
    Sta spopolando, devi far la fila per entrare, non c’è mai posto, e vi assicuro che non la sa nemmeno fare. Figuriamoci un italiano bravo di mestiere con personale thai di fiducia cosa potrebbe fare. Insomma non puoi avventurarti con la polenta.
    Giuro appena posso torno in thai, ora siamo In Italia per motivi familiari, mia moglie è Thailandese.

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