Perché trasferirsi in Islanda, tra i Paesi più felici al mondo

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E’ la seconda nazione più felice al mondo (secondo il World Happiness Report, rapporto sulla felicità del mondo). Grazie a turismo, ogni anno la visitano quasi 1 milione di persone, tecnologia ed energia pulita è riuscita a riemergere dal crac finanziario in meno di 5 anni. La burocrazia è leggera, corruzione assente. Per registrare un’impresa si spendono 900 euro più una documentazione di 3.500 euro. In soli quattro giorni si sbriga tutto, anche online. La tassazione è al 18%.

Perché viverci? Lo spiega a Millionaire, Paolo Gianfrancesco, 39enne molisano, si è trasferito a Reykjavik nel 2006 dove lavora in uno studio di architettura.

Perché ti sei trasferito in Islanda?

«Dopo la laurea in Architettura ho raggiunto la mia fidanzata islandese, che era tornata a vivere qui una volta terminati gli studi universitari in Italia. Prima di partire mi sono detto: mi do due mesi per trovare lavoro, se non funziona torno a casa. Nei primi tre giorni di ricerca, ho ricevuto tre offerte di impiego».

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(Fonte foto utente Flickr Philippa, https://www.flickr.com/photos/125619584@N06/)

Quali le differenze con l’Italia?

«Non c’è la mentalità del posto fisso. La gente cambia per fare carriera e soprattutto per guadagnare di più. Ecco perché è possibile trovare posti vacanti e perché molti si riqualificano tornando agli studi anche dopo anni di occupazione. Inoltre, si privilegia il lavoro di gruppo piuttosto che l’innalzamento dei talenti individuali: in quest’ottica lo Stato prevede solo prestiti per gli studenti, ma non offre borse di studio per i più capaci. L’ambiente è molto sereno: gli islandesi tendono a non contraddire mai l’interlocutore e le discussioni sono evitate. Le aziende poi organizzano in modo regolare viaggi e attività per dipendenti, per migliorarne la coesione e investono per innalzare la qualità degli ambienti di lavoro».

Quali le chance di occupazione sul posto?

«Sono simili a quelle anteriori al crac del 2008. Impieghi come cameriere e barista sono facili da trovare, purché si abbia un buon livello di inglese e consentono di sbarcare il lunario a patto però di accettare di condividere la casa con altre persone. C’è poi molta richiesta nel settore medico. Buone le opportunità per gli ingegneri per la presenza delle tante multinazionali e per i tecnici specializzati nelle costruzioni. Il turismo poi è in pieno boom».

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(Fonte foto utente Flickr, Veronique, https://www.flickr.com/photos/mejvis/)

Islandese: una lingua facile da studiare?

«Purtroppo le irregolarità imperano e le parole talvolta vanno declinate totalmente. Mentre la pronuncia è la parte più agile. Per fortuna in alcuni settori lavorativi si può parlare in inglese. Ma nella vita sociale si resta un po’ tagliati fuori».

Quali vantaggi della vita in Islanda?

«L’ambiente è sereno: qui ci sono meno ansia, stress, conflitti sociali. La burocrazia è snella, la vita è sicura, le auto possono essere anche lasciate aperte».

E gli svantaggi?

«A metà maggio ancora nevica. Il costo della vita è altissimo, solo Svizzera e Norvegia sono più care a livello mondiale. Il senso di isolamento dal resto del mondo è palpabile».

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Questo è un estratto dell’inchiesta su come vivere e fare business in Islanda, pubblicata su Millionaire di giugno 2015.

Redazione

(Fonte foto immagine in evidenza utente Flickr, Mekanoide, https://www.flickr.com/photos/mekanoide/)

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