Produco alimenti a base di insetti in Thailandia

0
1052

Massimo Reverberi, milanese, 50 anni, dal 2013 vive a Bangkok. Ha avviato Bugsolutely, azienda che produce ed esporta alimenti preparati con farine a base di insetti.

Perché si è trasferito in Thailandia?

«In Italia avevo un’attività in proprio che doveva lottare con margini di guadagno sempre più risicati. Ho iniziato a esplorare altri luoghi alla ricerca di nuove soluzioni e ho viaggiato in diversi Paesi. Ho scelto la Thailandia perché mi assicurava un mix molto favorevole di qualità della vita».

L’idea di fondare Bugsolutely?

«Per caso ho iniziato a informarmi sulla “nutraceutica” e seguito l’andamento del mercato. Ho messo a punto il mio progetto, che per ora è attivo solo in alcune nazioni in cui esporto. In Europa la normativa che consentirà la commercializzazione degli alimenti a base di insetti edibili sarà attiva dal 2018».

Quali i vantaggi del fare impresa sul posto?

«Qui tutto costa la metà, o anche meno, rispetto all’Italia. Una consegna di un pony express a Bangkok, in cui vivono 14 milioni di persone, si paga 90 centesimi di euro. I costi di gestione per il primo anno di impresa si aggirano sui 1.500 euro. Il supporto di un commercialista costa 70 euro al mese».

E gli svantaggi?

«L’obbligo del socio thailandese al 51%, è risolvibile in alcuni casi: esistono aree che ne sono esenti. Ecco perché io possiedo il 99,9% della mia azienda. Anche il fenomeno della corruzione è arginabile. Ma resta il problema del personale qualificato: si cambia impiego solo per guadagnare un po’ di più. Chi assume uno straniero deve sbrigare un’immensa montagna di scartoffie. La burocrazia è ancora più arcaica di quella italiana».

Quali le chance di impresa?

«Il mercato è saturo e molto competitivo. Ristorazione, importazione di vino e
alimentari, bed&breakfast e immobiliare vedono una concorrenza altissima. Il turismo, che conta su 28 milioni di visitatori l’anno, è animato soprattutto da cinesi, coreani e giapponesi. Credo che la produzione in un’ottica di export sia la strada migliore».

Cosa le piace della vita sul posto?

«Vivere in Asia è un po’ come vivere in un altro pianeta, a un occidentale serve almeno un anno per cambiare le proprie abitudini e adattarsi. I servizi sono ottimi e a basso costo e i thailandesi sono molto tolleranti nei confronti degli stranieri. C’è bassissima criminalità».

INFO: www.bugsolutely.com

Riccardo Ricci

Tratto dall’articolo di Riccardo Ricci “Paradiso per tutti” pubblicato su Millionaire di gennaio 2017.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here