Skateboard mania: ora anche alle Olimpiadi

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Skateboard

È il momento dello skateboard. A Tokyo ha esordito come disciplina olimpica. Piace ai giovanissimi, come già piaceva ai loro genitori. Gli skate park si moltiplicano. «È alla portata di tutti e di tutte le tasche. Avvicina le generazioni. Ha delle regole, ma lascia liberi di esprimersi. È individuale, ma crea aggregazione» sintetizza Fabio Guarnerio, titolare di uno skate park vicino a Milano. Ne esiste una variante, si chiama adaptive skateboarding, che consente la pratica anche a persone con la sindrome di Down, non vedenti o con disabilità motorie. 

«Abbiamo creato il luogo che sognavamo da ragazzi» 

Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, stabilmente agli ultimissimi posti per qualità della vita. Ma un’altra via è possibile. La cerca Alessandro Ciulla, oggi 38 anni. Da ragazzino, faceva volantinaggio sui pattini. È andato a studiare fuori. «Ma è qui che volevo investire. E spendermi». Dieci anni fa rientra. Ristruttura un palazzo storico e lo trasforma in un bed & breakfast. Poi decide di alzare il tiro. L’opportunità giusta arriva nel 2015 con il concorso Boom. Polmoni urbani. Alessandro, con il suo team, presenta un progetto di riqualificazione urbana. Su 170 candidati, loro arrivano primi e, a oggi, sono l’unica attività che sopravvive. Ricevono 120mila euro, spalmati in 3 anni. 

Articolo pubblicato su Millionaire di luglio-agosto 2022.

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