Thailandia: la terra delle opportunità

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In Thailandia la burocrazia è semplice e ha tempi rapidi: un’impresa si apre in un giorno, i notai non esistono. La qualità della vita è ottima, il lavoro c’è».

Roberto Gallo Cassarino, 47 anni, siciliano, vive in Thailandia da sei anni, dove ha aperto un’attività nel settore sportivo.

Come lui sono quasi duemila gli italiani che cercano fortuna in una delle economie emergenti del mondo. Dopo la flessione del 2011 in cui il Paese aveva risentito del dramma delle inondazioni, nel 2012 il prodotto interno lordo è cresciuto del 6,4.

I settori in cui investono i nostri connazionali vanno dai più complessi come l’industria pesante e i macchinari ai più semplici, come la ristorazione.

Marcella Mocci, 34 anni, sarda, vive sull’isola di Phuket, dove gestisce il ristorante Acqua Restaurant Phuket. Ha vissuto la tragedia dello tsunami ma ha deciso di restare:

Le occasioni di lavoro non mancano, le figure più richieste ruotano intorno alla ricettività e all’immobiliare dedicato agli stranieri. Aprire un’attività è ancora fattibile, ma il percorso è lungo e faticoso».

La Thailandia non è però solo paradiso. L’impossibilità di ottenere un visto di soggiorno superiore a un anno, il divieto di esportare più di 100mila euro e l’instabilità politica degli ultimi anni frenano molti investitori.

Questo è un estratto dell’articolo di Maria Spezia pubblicato su Millionaire di maggio 2012.

Redazione

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