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Wine not?

Diventare imprenditori del vino, i consigli di chi ce l’ha fatta. Già 100mila aziende in Italia guidate da under 35, il 25% donne: giovani spinti soprattutto dalla passione

 

 

In Italia il settore del vino, dalla bottiglia alla gestione di vigneti e aziende vitivinicole fino alle molte attività di servizi, ha retto bene nel periodo della pandemia e oggi evidenzia una crescita che apre anche ai giovani imprenditori grandi opportunità di business. Lo studio “Il business vitivinicolo in Italia: Export, sfide future e nuove professionalità“ della Rome Business School, curato da Valerio Mancini, afferma che il settore vitivinicolo italiano si conferma maggior produttore al mondo, nonostante il +35% dei costi per la guerra in Ucraina. Nel 2021 l’Italia è stata il secondo esportatore di vino con 22,2 milioni di ettolitri (+7,3% sul 2020) per un giro d’affari di 7,1 miliardi di euro (+12,5%). E anche il 2022 sarà più che positivo: il 91,7% dei principali produttori italiani prevede un incremento dei ricavi, addirittura a due cifre nel 23,3% dei casi. 

 

 

Le aree di business 

Grazie ad un vero e proprio “ritorno alla vigna” da parte di giovani imprenditori, si stima che i produttori di vino sotto ai 25 anni siano saliti a quota 1.200 in un solo anno. Oggi in Italia si contano circa 100mila aziende guidate da giovani under 35, il 25% donne. E non finisce qui. In Italia il mondo del vino genera lavoro per circa 1,8 milioni di persone in ben 18 settori diversi che disegnano un perimetro allargato di opportunità imprenditoriali: agricoltura, industria trasformazione, commercio e ristorazione, vetro per bicchieri e bottiglie, lavorazione del sughero per tappi, trasporti, assicurazioni, credito, finanza, accessori come cavatappi, sciabole ed etilometri, vivaismo, imballaggi come etichette e cartoni, ricerca, formazione, divulgazione, enoturismo, cosmetica, benessere e salute con l’enoterapia, editoria, pubblicità, informatica e infine bioenergie. Ma attenzione: per essere più competitivi i produttori dovranno guardare sempre più alla sostenibilità e ai nuovi trend legati a tecnologia, intelligenza artificiale e tecniche di marketing online e social.

 

 

tavolata con bottiglie di vino italiano

 

 

Il mix vincente: know-how, versatilità e passione

«Il settore del vino prevede un ampio bagaglio di conoscenze. – conferma Alessandra Angelini, titolare delle aziende Altesino e Caparzo a Montalcino e Borgo Scopeto in Chianti – Si passa da quelle più scientifiche e prettamente tecniche legate alla produzione, ad aspetti connessi al marketing e alle vendite. Un imprenditore, soprattutto nel caso di un’azienda vitivinicola, deve essere versatile e flessibile». Qual è il primo fondamentale ingrediente per provarci? «Sicuramente la passione. Nel mondo del vino conta in modo particolare» risponde senza esitazioni Angelini. Che aggiunge: «Non è un settore ‘immediato’, sono necessarie pazienza e rispetto per i tempi della vigna. Molti dei vini che produciamo sono da invecchiamento e ciò significa vedere i risultati e i frutti del proprio lavoro dopo tanti anni: è importante imparare il valore dell’attesa». 

 

 

Il mercato dei vigneti

Ma quanto costa comprare una vigna? L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha fatto il punto sul mercato dei vigneti e dei terreni collegati, in un’Italia che vanta 350 varietà di vino ufficialmente riconosciute coltivate in ben 20 diverse regioni vinicole. Ad esempio, la Valdobbiadene, sinonimo di Prosecco, è caratterizzata da una rarissima offerta di terreni con denominazione Doc. «Questi ultimi possono costare intorno a 50/70 euro al metro quadro contro una media di 15 euro per terreni senza denominazioni Doc». Altra zona in forte dinamismo è quella di Alba e le Langhe, terre di Barolo e Barbaresco. «Importanti aziende stanno acquistando a prezzi elevati, anche 3 milioni all’ettaro, così quelle più piccole si stanno indirizzando verso la zona di Tortona e del Monferrato».

 

 

 

 

L’importanza di saper scegliere il team

Quali sono i consigli per i nuovi imprenditori da chi in pochi anni ha raggiunto il successo in questo settore? «Produrre guardando al passato, vendere pensando al futuro» è il messaggio di Luca Berti, fondatore e Ceo di Jako Wine, realtà emergente nella produzione e commercio di vini lanciata nel 2015 insieme a Michele Ceradini. Un successo che Berti condivide con l’enologo Lorenzo Dionisi e Severino Barzan, il suo brand ambassador: «Avere il team giusto è una condizione necessaria per chi voglia diventare imprenditore nel settore vino. Un esempio? Col cambiamento climatico la qualità di agronomi ed enologi può fare ancora di più la differenza». Quello del vino è oggi un settore per giovani imprenditori? «Ai giovani dico di non sottovalutare questo settore, di avere coraggio, di investire importanti capitali e avere molta fantasia. C’è poi un fattore fondamentale, che non si può acquistare: il tempo, che diventa esperienza».

 

Articolo tratto da Millionaire di dicembre-gennaio.

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