Buzzoole, la piattaforma del passaparola virtuale che ha conquistato tutti

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fabrizio perrone buzzoole

La startup di Fabrizio Perrone ha ricevuto numerosi premi per la sua tecnologia. Eppure, quando è partita, qualcuno l’aveva giudicata poco innovativa.

Ha ideato una piattaforma che aiuta piccole imprese e grandi brand a migliorare la loro presenza sui social, mettendole in contatto con gli influencer, che partecipano a campagne di passaparola (buzz) online in cambio di offerte speciali, sconti e buoni. Lui si chiama Fabrizio Perrone, ha 32 anni, è napoletano.

Dopo il lancio, nel 2013, Buzzoole ha vinto il premio Sap come startup più innovativa nel settore Big Data e Predictive Analisys ed è stata premiata per la sua tecnologia anche da Intel e Unilever. Eppure quando è partita era stata giudicata un’idea poco innovativa.

Come nasce l’idea?

«Nel 2008 ho lanciato la mia prima startup, un’agenzia di digital pr specializzata in campagne sui social. Lavorando nel settore, alla fine del 2012 mi sono reso conto che mancava uno strumento tecnologico che permettesse ai brand di individuare i giusti infl uencer in modo automatico e consentisse anche alle piccole e medie imprese di sfruttare il passaparola sul Web».

Come hai iniziato?

«Ho partecipato a un evento per startup organizzato dal Comune di Napoli. Lì ho incontrato Gennaro Varriale, tra i migliori sviluppatori in ambito social. Nella squadra entrano anche Luca Pignataro, che si occupa di front end e design, e lo sviluppatore Luca Camillo. Lanciamo il prototipo, che piace agli utenti. Partecipiamo a eventi in Italia e all’estero. E otteniamo un investimento di 180mila euro da parte di Digital Magics».

Avete vinto anche un bando pubblico?

«Prima del finanziamento da Digital Magics, avevo visto un bando di Sviluppo Campania: 25mila euro con il microcredito. Ho presentato la domanda alla fine del 2013. Mi hanno risposto a maggio 2016, dicendo che la mia idea non era “tecnicamente valida”. Per fortuna avevo trovato un’altra strada. Nel 2015 abbiamo raccolto più di un milione di euro di investimenti. Negli ultimi sei mesi il personale si è più che raddoppiato (da 20 a 42 dipen- denti). Oggi abbiamo 350 clienti, grandi brand come Ford, Ferrero e Red Bull, ma anche piccole imprese».

Quali sono gli elementi innovativi?

«La tecnologia prima di tutto. Il nostro algoritmo ha permesso di automatizzare il processo di influence marketing. La piattaforma dà la possibilità di scegliere tra più di mille diversi topic di infl uenza e di assumere infl uencer targettizzati in maniera automatizzata. Le aziende possono individuare gli utenti più influenti per settore per generare passaparola online. In più Buzzoole analizza l’efficacia della campagna, utilizzando open data e reti neurali.

Che cosa insegna la tua storia?

«Non fermarti davanti ai “no”. Ne sentirai tanti. Ma basta un solo “sì” per andare avanti. Nella vita e nel business riesce solo chi non si arrende mai, perché ci crede, è convinto delle proprie idee e di quello che vuole fare. Serve anche un po’ di faccia tosta. Un altro consiglio, in base alla nostra esperienza, è quello di testare appena possibile il mercato».

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