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L’Islanda sperimenta la settimana lavorativa di 4 giorni. E funziona: “Un successo travolgente”

Quattro giorni di lavoro alla settimana anziché cinque, a parità di stipendio e con una riduzione delle ore di lavoro. L’esperimento è stato condotto in Islanda, per quattro anni, tra il 2015 e il 2019. E ha funzionato. «Un successo travolgente» hanno detto i ricercatori di Autonomy, la società britannica che ha analizzato i risultati insieme alla Association for Sustainability and Democracy islandese. Nonostante la riduzione dell’orario di lavoro, la produttività non è diminuita e, in alcuni casi, è anzi aumentata.

Diverse aziende, da Microsoft in Giappone a Unilever in Nuova Zelanda, hanno già testato la settimana corta. Nel caso islandese, il test ha coinvolto i dipendenti di uffici pubblici, scuole materne, ospedali, fornitori di servizi sociali. Anche il sindaco di Reykjavík ha partecipato. In tutto 2500 lavoratori della Capitale, più dell’1% della popolazione attiva. Che tra i principali benefici dell’orario ridotto (perlopiù da 40 a 35-36 ore settimanali) hanno indicato: meno stress, maggiore benessere, più equilibrio tra lavoro e vita privata.

Lo studio, pubblicato a giugno 2021, «dimostra che il settore pubblico è maturo per essere pioniere di settimane di lavoro più brevi. E può essere d’esempio per altri governi» ha spiegato Will Stronge, director of research di Autonomy. «Sotto tutti i punti di vista è stato un successo travolgente».

Alla luce dei risultati, i sindacati islandesi hanno rinegoziato i contratti. E l’86% della forza lavoro islandese è già passata o potrà passare a orari ridotti, in via definitiva, mantenendo la stessa retribuzione.

Nel settore privato già nel 2018, l’azienda neozelandese Perpetual Guardian aveva introdotto con successo la settimana lavorativa da quattro giorni. Il suo fondatore Andrew Barnes ha poi creato una società non profit (4dayweek.com) per creare un movimento globale. E incoraggiare e supportare altre imprese a replicare il modello in tutto il mondo. Di recente ha anche lanciato una petizione online aperta a tutti i lavoratori (https://www.action.4dayweek.com). Tra le ultime aziende a seguire il suo esempio ci sono la multinazionale Unilever, che sta conducendo un test nella sua sede neozelandese, e la società di crowdfunding Kickstarter, che sperimenterà una settimana lavorativa da 32 ore nel 2022.

Per leggere lo studio completo: https://autonomy.work/portfolio/icelandsww

 

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