Toduba

L’upgrade al classico voucher

Una startup innovativa ha rivoluzionato il settore dei buoni pasto e dei buoni welfare.

Toduba è la startup innovativa che nel 2023 si appresta a diventare Pmi innovativa e che occupa l’undicesima posizione nella classifica italiana degli emettitori di buoni pasto e buoni welfare. Grazie a una piattaforma gratuita che permette alle aziende di distribuire buoni pasto e buoni welfare digitali direttamente sugli smartphone degli utenti, Toduba riduce i tempi e i costi di erogazione e garantisce maggiore sicurezza contro smarrimenti e contraffazioni. «Siamo nati nel 2018 con l’obiettivo di digitalizzare il mercato dei buoni pasto e abbiamo semplificato la gestione del welfare aziendale, emettendo voucher spendibili», esordisce il Ceo Gianluca Enrietti. «In altre parole abbiamo risolto i problemi strutturali del settore in cui operiamo». Problemi che, secondo Enrietti, riguardano principalmente i costi degli strumenti tradizionali.

 

«Rispetto ai nostri competitor che chiedono il 15-30%, noi abbiamo introdotto una fee bancaria, pari al 2-5%», puntualizza. «Così facendo nessun esercizio, anche quelli di piccole dimensioni, respinge i nostri voucher, perché hanno lo stesso costo di un bancomat o di una carta di credito. Si tratta di un elemento importante per l’azienda che investe e per il dipendente che riceve il buono, entrambi non restano mai delusi. Siamo un’attività green, non stampiamo carta, non stampiamo plastica e siamo consapevoli di quanto la digitalizzazione sia una sfida continua», prosegue. «Quest’anno ci apprestiamo a finire il nostro quinquennio di startup innovativa con l’idea di continuare a crescere. Abbiamo iniziato in due e oggi siamo in 15», ricorda il Ceo.

Gianluca Enrietti, Ceo Toduba
Gianluca Enrietti, Ceo Toduba

 

«Negli ultimi 24 mesi siamo cresciuti in modo aggressivo, abbiamo raggiunto un fatturato complessivo di 5 milioni. Sulla base di questi risultati entro la fine del 2023 contiamo di raddoppiare il personale e arrivare a 30 risorse. Ma la visione da qui a 5 anni è di decuplicare, riteniamo di poter arrivare a 300 dipendenti». Le figure ricercate sono ben profilate: da un lato commerciali, dall’altro tecnici. «I nostri dipendenti sono tutti di alto profilo», precisa Enrietti. «Oltre al titolo di studio e alle esperienze pregresse guardiamo molto alle competenze, alla genialità e alla capacità di integrarsi in un team e in un ambiente che esprimono innovazione». Il raggio d’azione aziendale al momento è entro ai confini nazionali, ma Toduba sta già volgendo lo sguardo all’estero: «Entro il 2024 contiamo di entrare nei paesi limitrofi, Germania, Francia, Spagna. Quest’ultima ci appare particolarmente interessante per via della propensione alla digitalizzazione», conclude Enrietti.

toduba.it

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