Johnson & Johnson e il caso del talco contaminato dall’amianto

Johnson & Johnson e il caso del talco contaminato dall’amianto

Un’indagine di Reuters del 2018 ha rivelato che Johnson & Johnson era a conoscenza da decenni di test che mostravano che il suo talco contenesse amianto cancerogeno, ma che la società avesse comunque tenuto nascoste queste informazioni alle autorità di regolamentazione e al pubblico – per poi annunciare che avrebbe interrotto la vendita del prodotto nel 2022 a causa della “disinformazione” che avrebbe soppresso la domanda del talco.

Dopo che più di 60.000 vittime hanno intentato cause per danni, Johnson & Johnson si è offerto di pagare $8,9 miliardi come risarcimento per aver causato migliaia di casi di cancro negli Stati Uniti e nel Canada con il suo talco. La cifra fa impallidire l’offerta iniziale della compagnia – $2 miliardi.

La vicenda

Altre vittime del talco potrebbero ancora opporsi al piano di risarcimento proposto dall’azienda. Johnson & Johnson rischia di trovarsi nuovamente in tribunale dopo che una sentenza della corte d’appello di gennaio aveva invalidato una sua manovra di tentata “bancarotta”. E’ dal 2021, infatti, che la compagnia cerca di scaricare la responsabilità del talco su una società sussidiaria, LTL Management, spingendola a dichiarare bancarotta al suo posto.

L’azienda farmaceutica dovrebbe risarcire circa 60mila persone, tra sopravvissuti e familiari delle vittime, che hanno intentato cause legali per la contaminazione d’amianto dell’iconico talco per bambini. Sarà però il tribunale a dover approvare il risarcimento per la responsabilità del prodotto, che causerebbe il cancro alle ovaie e il mesotelioma.

In seguito all’annuncio, gli avvocati di migliaia di vittime hanno emesso un comunicato opponendosi alla proposta. “Questo accordo fasullo non basterebbe nemmeno per pagare le spese mediche della maggior parte delle vittime”, ha affermato Jason Itkin, socio fondatore dello studio legale per lesioni personali Arnold & Itkin LLP.

Johnson & Johnson ha ribadito martedì scorso che i suoi prodotti a base di talco sono sicuri e non provocano il cancro. Secondo gli avvocati dell’azienda farmaceutica, le accuse sono prive di valore scientifico e gli avvocati dei querelanti sarebbero autori di un’“estorsione” ai danni della multinazionale statunitense.

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