Incubatori startup

L’aumento degli incubatori di startup valorizza le eccellenze Made in Italy

Cresce del 7% il numero di incubatori di startup nel 2023: sono 237 e svolgono un ruolo fondamentale per la creazione e lo sviluppo delle imprese italiane

 

Nel 2023, la proliferazione di incubatori di startup in Italia ha portato a un incremento del 7%, raggiungendo quota 237 con oltre 3 mila startup incubate. Le società specializzate nel supporto degli imprenditori nel lancio di un’attività imprenditoriale e nel suo sviluppo, stanno scommettendo in molte realtà, proprio come dimostrato dal nuovo report del team Social Innovation Monitor del Politecnico di Torino, secondo cui il tessuto imprenditoriale nostrano, a oggi, ha generato 1.700 nuovi posti di lavoro e incassato utili per 550 milioni di euro.

Buone nuove, dunque, per gli imprenditori che possono contare sul sostegno in fase di creazione e sviluppo della propria attività, ma anche per i tanti giovani che intraprendono nuove sfide. Grazie a questo impegno, sono state 14 mila le startup registrate presso la Camera di Commercio nel 2022. La presenza degli incubatori è diffusa in tutto il Paese, con una prevalenza in Lombardia, che ne conta 57, ma anche in Emilia-Romagna (29) a seguire nel Lazio (22), in Toscana (18) e in Campania (12). Regioni virtuose sotto questo profilo sono anche la Sicilia e la Puglia, dove si registra un incremento significativo rispetto allo scorso anno, arrivando rispettivamente a quota 5 e 4 incubatori.

 

In Toscana e Liguria nascono due nuovi incubatori

La nascita di nuovi incubatori è sempre dietro l’angolo, come In Toscana, dove l’Università di Pisa ha appena comunicato il lancio di “Start Attractor”, un incubatore che intende diventare un punto d’incontro tra ricerca e industria per attrarre competenze e capitali. L’obiettivo prefissato è di ampio respiro, perché oltre a valorizzare le eccellenze pisane, Start Attractor vuole attrarne da fuori, così da allineare l’Italia agli standard europei e creare un buon ambiente per la crescita imprenditoriale, come indicato dall’iniziativa Global Entrepreneurship Monitor, un progetto di ricerca che costituisce un punto di riferimento per World Economic Forum, World Bank e Nazioni Unite, e che ha definito dodici parametri per creare le migliori condizioni di crescita e sviluppo. L’incubatore ha le carte in regola per superare la media dei due parametri rispettati in Italia, ripromettendosi di garantire altri cinque.

 

Dalla sinergia tra la Regione Liguria, FILSE e Invitalia, poi, a scorgere la luce è H4E – Hub for Enterpreneurship, il nuovo incubatore gestito dall’IIT per supportare la crescita e lo sviluppo delle startup nate dall’istituto. Tra i servizi di cui potranno usufruire le neonate realtà, ci sono vari laboratori specializzati nello sviluppo di soluzioni innovative, come il laboratorio di robotica, meccatronica, elettronica e interazioni, per puntare su realtà che sviluppano prodotti meccanotronici, dispositivi medicali e dispositivi indossabili. Oppure, il laboratorio di Scienze dei materiali, dedicato al sostegno di startup che creano materiali innovativi e tecnologie green, sempre più richieste e apprezzate.

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