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Cinque startupper portano la cucina italiana a New York

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato una loro lettera sulla nostra pagina Facebook. Da allora gli startupper di Eattiamo, sito che porta nel mondo le piccole produzioni enogastronomiche italiane, ne hanno fatta di strada. Prima l’incubazione a H-Farm (85mila euro per far partire il business) e oggi l’ingresso in Food-X, un programma di accelerazione americano, tra i più importanti nel food. Selezionati tra quattrocento candidati in tutto il mondo per un premio di 100mila dollari (50mila di incubazione e il resto in cash). Insomma, pare proprio che Millionaire gli abbia portato fortuna.

Anche se va detto che i cinque ragazzi liguri (Simona Morachioli, Francesco Pelosi, Nicholas Figoli, Filippo Lubrano e Pietro Guerrera) la fortuna se la sono guadagnati anche da soli. E basta guardare alle loro esperienze lavorative per capirlo (c’è chi ha lasciato un impiego per Procter & Gamble in Germania, chi si è fatto le ossa alla L’Oréal in Francia. Chi ancora faceva il manager per Iveco e chi ha conseguito un MBA tra Scozia, Inghilterra e Cina): «Siamo amici e parlavamo delle nostre esperienze all’estero. E soprattutto della difficoltà di trovare la buona cucina italiana all’estero. Come mai – ci chiedevamo – i prodotti delle botteghe locali faticano ad andare online? Abbiamo iniziato a fare delle ricerche: circa il 98% dei piccoli produttori enogastronomici non ha un canale di vendita online, alcuni non hanno nemmeno lo smartphone» spiega Pietro, general manager, a Millionaire.

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Allora decidono di creare una piattaforma per aiutarli ad avere una vetrina online, integrandola ad Amazon, eBay e ad altri e-commerce stranieri: «L’obiettivo è di diventare il “cuore italiano” dei più importanti e-commerce nel mondo. Quello che ci differenzia dagli altri player? Un rapporto radicato, diretto con il territorio».

Per questo motivo hanno assunto una gastronoma che si occupa di assaggiare, reperire e recensire i prodotti che vengono poi scelti sulla piattaforma (vini, aceti, cioccolato, dolci, farine, pasta…): «Vendiamo su Eattiamo i prodotti di più di 60 produttori. In totale sono mille prodotti. In un anno abbiamo fatto 1.500 spedizioni in Scozia, Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Inghilterra».

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La svolta è stata l’incubazione in H-Farm che ha permesso ai ragazzi di misurare il loro modello di business e puntare al mercato internazionale. Poi c’è stata la selezione in Food-x uno dei più importanti incubatori di startup sul food a livello mondiale: «Il programma inizierà il 7 marzo e durerà 14 settimane. L’idea è di sfruttarlo per portare con Eattiamo negli Stati Uniti piccoli produttori di qualità che non trovano spazio in grandi catene come per esempio Eataly. Cosa ha convinto l’incubatore? Il team soprattutto e la passione nel mondo per l’enogastronomia italiana».

Oggi la startup sta per concludere un primo finanziamento di 150mila euro con i quali continuerà a sviluppare e far crescere la sua rete di piccoli produttori italiani: «Learn by doing, imparare facendo: è l’unico modo per far crescere una startup».

INFO: http://www.eattiamo.com

Giancarlo Donadio

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