Solwa: “Così ho vinto un bando e ti spiego come fare”

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Solwa

Solwa, startup innovativa fondata nel 2012, ha avuto successo nell’accesso ai finanziamenti pubblici. Sara Canella, responsabile international marketing, spiega come partecipare ai bandi.

Ha ricevuto finanziamenti da Regione Veneto, Invitalia e dalla Camera di commercio di Venezia: Solwa, startup che progetta e realizza tecnologie green per il trattamento dell’acqua, riconosciuta dalle Nazioni Unite come una delle “Innovazioni per lo sviluppo dell’umanità”.

Ha avuto successo nell’accesso ai finanziamenti pubblici. «Ma finora non siamo riusciti ad aggiudicarci gli aiuti di Horizon 2020» precisa Sara Canella, responsabile international marketing di Solwa.

Come avete avuto notizia dei bandi a cui avete partecipato?

«Abbiamo cercato bandi per noi interessanti. Siamo iscritti alla mailing list di vari enti e della Camera di commercio e riceviamo anche email di informazione da parte di consulenti privati».

Come avete scelto le iniziative a cui partecipare?

«Abbiamo cercato la massima corrispondenza tra gli obiettivi degli aiuti e gli investimenti necessari. Ma avremmo comunque speso quel denaro perché era necessario per la crescita dei nostri progetti. Ricevere un finanziamento pubblico è determinante per la crescita».

Prendere parte è stato impegnativo?

«Sì. Ma ne vale la pena. Preparare la documentazione da allegare induce a un’autoanalisi profonda. Bisogna porsi domande a cui si dovrebbe rispondere in ogni caso. Certo, la vincita del bando comporta la continuazione dell’impegno. Ma tutto è in positivo: nel nostro caso, la partecipazione ci ha dato visibilità e mezzi per crescere.Siamo stati invitati a partecipare a fi ere importanti».

Quanto denaro vi è stato versato?

«Nel 2014 abbiamo ricevuto 20mila euro dalla Regione Veneto: un finanziamento europeo indiretto, dedicato all’inserimento di personale qualificato. Siamo invece ancora in attesa del supporto di Invitalia, che ci è stato concesso lo scorso anno. Infine, dalla Camera di commercio di Venezia abbiamo percepito altri 20mila euro».

Avete mai richiesto la collaborazione di un consulente?

«Solo quando era gratuita, perché messa a disposizione da parte degli enti. Per Horizon 2020 invece, ci siamo avvalsi della consulenza offerta dal capofila dell’operazione. Il ricorso a un consulente andrebbe valutato caso per caso: spesso si paga una parcella in anticipo, cui aggiungere una percentuale della cifra eventualmente vinta. Ma un professionista può essere necessario per gestire le operazioni successive la riscossione del denaro. Da quel versante, meglio i premi, che non richiedono lavoro anche dopo».

Quali le difficoltà?

«Ci è capitato di sbagliare nella presentazione del materiale: un passo falso vanifica tutto il lavoro. E quando si partecipa, si ipotizzano anche i possibili imprevisti che potrebbero ostacolare la concretizzazione di progetti finanziati: il senso di responsabilità nei confronti del denaro pubblico è prioritario. Ma c’è sempre bisogno di coraggio».

 

Da un estratto dell’articolo “Bando ma non sbando” pubblicato su Millionaire di settembre 2016.

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