Da Cava de’ Tirreni a Business Insider: l’incredibile storia di Adriano Farano

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È partito da Cava de’ Tirreni, comune in provincia di Salerno, con 600 dollari. Oggi tutto il mondo parla della sua startup e Business Insider, sito di informazione tra i più importanti al mondo, gli dedica un articolo che puoi leggere qui.

Lui è Adriano Farano, 35 anni. Amico di Millionaire, l’abbiamo intervistato più volte, è l’ideatore di Watchup, un’App che reinventa il concetto di telegiornale e permette di avere in un un’unica applicazione video news di diversi emittenti. Partito con 600 dollari con destinazione Silicon Valley, oggi ne ha raccolti 4,5 milioni con investitori come Microsoft. La sua storia è bellissima. La ripercorriamo qui.

Come è nata l’idea. «Era il 1989. Il primo telegiornale che ho visto nella mia vita raccontava il crollo del muro di Berlino. Il giorno dopo, a scuola, mi sono accorto che nessuno dei miei compagni aveva sentito la notizia. Tornato a casa ho preso dei fogli e messo insieme quello che ho chiamato “il giornalino di Berlino”. Facevo le fotocopie e lo vendevo per 500 lire. Ho “assunto” quattro bambini che sapevano scrivere e disegnare e prodotto cinque numeri. Quando la maestra si è accorta che a scuola giravano soldi, ha vietato la pubblicazione. In America mi avrebbero dato un premio. Lì ho capito, seppur inconsciamente, che per farcela sarei dovuto andare all’estero» racconta Farano a Millionaire.

Nel 2001 a Strasburgo per l’Erasmus. Qui fonda un giornale online multilingue, che si chiama Babel e ha redazioni in 35 città europee. Grazie a quest’esperienza, nel 2010, vince la Knight Fellowships (una borsa di studio all’università di Stanford, in California: «Era la mia grande occasione. Sono partito per gli Usa con moglie e due figli (la più piccola aveva tre mesi). Avevamo la casa, il Visto, un sacco di appoggi. Ma un anno passa in fretta, il Visto scadeva e dovevo tornare in Europa. Mi sentivo come Cenerentola alla fine della festa».

L’inizio di Watchup. Adriano non non demorde e riesce ad ottenere un Visto per stranieri con abilità straordinarie: inizia a lavorare a Watchup, cerca un co-founder, chiede appuntamenti ai finanziatori, ma le cose vanno male: «Non ero nessuno. Ho fatto 100 appuntamenti. I primi 30 sono andati tutti male. Ma io non mollavo. E pian piano ho iniziato a raccogliere consensi. Quando ho incontrato l’ex direttore del Wall Street Journal, Gordon Crovitz, uno dei suoi primi finanziatori, mi sono sentito dire: “Se hai lasciato la Costiera amalfitana e i posti più belli del mondo per fare una startup, è perché ci credi».

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Vita in Silicon Valley. «Siamo vicini di casa di Facebook. Abbiamo qualche miliardo in meno, ma la stessa forza di volontà. Il ritmo di lavoro è molto intenso, ma mi ritengo un privilegiato. Credo che sia il contatto con la natura a rendere la Silicon Valley il luogo più innovativo del mondo. Qui c’è un’alta densità di imprenditori, startupper, investitori, ingegneri. Eppure è un posto dove ci si gode la vita. Se sali su una collina vedi la Silicon Valley ricoperta di alberi. Il mare è vicino. C’è la Napa valley, dove si fa il vino. Nessuno indossa giacca e cravatta. Gli investitori arrivano agli appuntamenti in tuta, sudati, dopo aver fatto jogging». «Tutti fanno una startup. E tutti condividono un motto: get out of the building. Esci dagli uffici e parla con la gente per chiedere cosa ne pensa. Essere in Silicon Valley significa scendere dal panettiere per convalidare la bontà di un’interfaccia grafica. Le tecnologie che vengono pensate qui finiscono per diventare universali perché qui si parla all’utente più che altrove».

In Italia non ce l’avrei fatta. Poi arrivano gli investitori, raccoglie 4,5 milioni di dollari, convincendo a finanziarlo colossi come Microsoft: «In Italia, pensiamo che l’altro ci voglia abbindolare. All’estero c’è volontà di collaborazione. I rapporti umani sono più fluidi. E gli affari si fanno più velocemente. Se fossi rimasto in Italia, avrei fatto altro. Ma non una startup innovativa».

INFO: http://watchup.com/

Redazione

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