Da Perugia a Stoccolma: “Sono un ponte tra Italia e Svezia”

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fosco giulianelli

Fosco Giulianelli, 42 anni, di Perugia, si è trasferito a Stoccolma alla ricerca di nuove opportunità. Ha fatto il lavapiatti, il commesso, l’attore. Oggi in Svezia è un personaggio.

Se Lapo Elkann deve andare a Stoccolma chiama Fosco. Lui saprà che albergo prenotargli, dove portarlo a cena, in che negozi fargli fare gli acquisti. Se Salvatore Grimaldi, imprenditore italo-svedese, deve aprire il Bianchi Café e Cycles a Milano, sempre Fosco chiama. Lui ha i contatti giusti per aprire nelle location più chic.

Fosco Giulianelli, 42 anni, di Perugia, ha fatto il lavapiatti, il commesso, l’attore. Oggi in Svezia è un personaggio. È stato il testimonial della 3, ha fondato il blog The Fashionist. È conosciuto dalla gente che vuole aprire un business in Svezia o è in cerca di un contatto o di un’idea.

Sei arrivato a Stoccolma che avevi 20 anni. Perché?

«Volevo un posto meritocratico, ho scelto Stoccolma perché avevo uno zio che si era trasferito qui negli anni ’50. Qui mi sono costruito da solo. Non parlavo né inglese né svedese, in due anni ho imparato due lingue».

Come si può definire la tua attività?

«Sono un procacciatore d’affari. Aiuto diversi imprenditori a realizzare i loro progetti tramite una vasta rete di contatti che mi sono costruito negli anni. Mi considero un ponte tra la Svezia e l’Italia. Ho aiutato diversi brand di moda italiani, per esempio Italia Independent, a creare un mercato qui, e brand svedesi a creare iniziative in Italia».

Come hai fatto a creare questa rete di contatti?

«Ho iniziato facendo il lavapiatti in un ristorante di Stoccolma. Poi un cliente mi ha chiesto di aiutarlo nel suo negozio. Così ho fatto il commesso, poi il buyer e il merchandiser. Nel 2007 sono andato in giro per il mondo a fotografare le persone, per ispirare i miei clienti. Era il periodo in cui nascevano i blog di moda, ho fondato The Fashionist (https:// thefashionist.com). Da allora non ho più avuto un posto fisso».

Consigli per intraprendere in Svezia?

«È un paese “monotono”. Basta inventarsi qualcosa, l’italiano qui ha un grande appeal. È visto come un gentleman. Non conta la laurea, ma la persona. Gli svedesi vedono il nostro cibo come oro. Ma amano anche il biologico e la natura. Se avessi tempo, mi inventerei un’attività turistica, porterei gli italiani a fare escursioni in bici».

INFO: askfosco@gmail.com

Da un estratto dell’articolo di Tiziana Tripepi Svezia (chi)ama Italia pubblicato su Millionaire di settembre 2016.

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