Il founder di Airbnb Joe Gebbia lascia il lavoro per fare il papà

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Joe Gebbia
(© skift.com)

Annuncia su Twitter: «Ci sarà una startup chiamata “fare il genitore” nella quale avrò il ruolo di papà»

Co-founder (insieme a Brian Chesky e Nathan Blecharczyk) di Airbnb e ora papà per la prima volta. Stiamo parlando di Joe Gebbia, la mente creativa che ha rivoluzionato (o creato?) il mondo degli affitti a breve termine e che, negli ultimi 15 anni, ha trasformato una piccola startup della Silicon Valley in un colosso del tech con interessi che influenzano profondamente il settore del turismo e dell’ospitalità a livello globale.

Ora però, come annuncia lo stesso Gebbia in una lettera aperta ai dipendenti di Airbnb, è arrivato il momento di prendersi una pausa: risale allo scorso 4 luglio l’annuncio da parte della compagna di Gebbia – la modella e attivista brasiliana Isabelle Boemeke – della gravidanza che attende la coppia.

Per comunicare al mondo la felice notizia la coppia ha scelto uno stile di comunicazione ironico e brioso: lei ha augurato un “buon Indipendence Day” a tutta l’America, aggiungendo “sto per fare un essere umano”; lui ha affermato che non avrebbe lavorato più a tempo pieno per Airbnb dal momento che lo attende una nuova startup dal nome “paternità” e un nuovo ruolo, quello di “papà” appunto.

 

Il futuro di Gebbia, tra genitorialità e investimenti collaterali

Una scelta importante quella di Gebbia, soprattutto oggi, quando ci si trova a fare i conti con le varie opzioni di congedo parentale che interessano i papà di tutti i paesi. In questo senso, il suo momentaneo allontanamento dalle redini del colosso che ha contribuito a fondare, fanno di Gebbia un importante tassello di quel gruppo non più tanto inusuale o piccolo di padri che “lasciano per fare i padri”, detti “stay home dads”.

Certo, nel caso di Joe Gebbia avere un patrimonio stimato in circa 7,3 miliardi di dollari, aiuta a facilitare le cose: l’imprenditore americano, infatti, sebbene rinunci a qualsiasi tipo di ruolo esecutivo in Airbnb, resterà attivo come consulente e parte del consiglio di amministrazione a supporto degli storici amici Chesky e Blecharczyk, e potrà godersi una felice paternità in qualità di strategic partner (insieme a Michael Dell) della squadra di basket San Antonio Spurs.

Se questo non dovesse bastare per sue gesta quotidiane di genitore, a tenere in piedi la famiglia Gebbia ci penseranno i fortunati investimenti di Joe in campo cinematografico: gli ultimi docufilm da lui prodotti – uno vita del trombettista jazz Wallace Roney e l’altro sugli atleti del team dei rifugiati che ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo – hanno riscontrato un buon successo.

Nel frattempo, in Italia, si continua a discutere della controversa legge che estende il congedo parentale dei papà a dieci giorni interamente retribuiti (ne abbiamo parlato qui).

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