«Invento il vino blu che rompe gli schemi»

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Arriva dalla Spagna il vino blu, creato nel 2016 da un team di 20enni, con uve bianche e rosse e l’aggiunta di coloranti naturali. Si chiama Gïk. C’è chi lo ha definito “blasfemo” e chi ha consigliato ai ragazzi di “andare a fare App anziché vino”. Una multa del Ministero dell’Agricoltura spagnolo li ha costretti anche rinunciare alla dicitura “vino” sulle etichette. Ma la startup spagnola non si è lasciata intimidire. Oggi vende in 25 Paesi. La maggior parte delle richieste arriva dall’Asia (Corea del Sud, Malesia, Giappone). «La gente ci chiamava o ci scriveva per sapere dove potesse acquistare una bottiglia. Volevano trovarlo e provarlo. Questa è la cosa più bella che potesse accadere».

Perché blu

L’idea è nata quasi per provocazione. «Per creare qualcosa di nuovo e diverso» spiega Aritz López, 24 anni. «Volevamo creare una rivoluzione in un settore tradizionale e antico. Abbiamo pensato a una bevanda fresca e fruttata, anche se non sapevamo nulla degli standard del vino». I cinque ragazzi dicono di non amare le tradizioni né le regole o le linee guida delle degustazioni. «Ci ha ispirato il libro The Blue Ocean Strategy che descrive due tipi di mercati (oceani): quelli rossi, pieni di concorrenti agguerriti (squali) che combattono per i clienti (pesci) e rendono l’oceano rosso con il loro sangue; quelli blu, dove grazie a innovazione e creatività tutti possono essere liberi. Ci sembrava poesia trasformare una bevanda tradizionalmente rossa in una blu. Blu significa tecnologia, fluidità, futuro. Mentre bevi Gïk, stai bevendo l’innovazione. Stai rompendo le regole imposte e creando le tue».

Gïk è in vendita online, disponibile in box da 3, 6 e 9.

INFO: https://gik.blue

Tratto da Millionaire di novembre 2017.

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