Le ragazze dei Mondiali

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Foto di Liondartois da Wikimedia Commons
Laura Giuliani ha 26 anni ed è il portiere della Juventus. Prima di giocare in Italia è stata impegnata nel campionato tedesco. Rosalia Pipitone, 33 anni, arriva direttamente dalla Roma. Chiara Marchitelli ha 34 anni e gioca nella Fiorentina. Valentina Giacinti, 25, è prima nella classifica marcatori della Serie A, con 21 gol. Sara Gama, capitano azzurro, a 30 anni, è la calciatrice italiana in attività con più presenze, 109. Annamaria Serturini, centrocampista della Roma, con i suoi 21 anni, è la più giovane delle 23 convocate. Tra di loro c’è anche Barbara Bonansea. Fino a questo momento nessuno la conosceva. Ma da domenica scorsa  è diventata un mito.

Giocatrice della Juventus, 28 anni, di Pinerolo, nella prima partita dei Mondiali di calcio femminile, contro l’Australia, Barbara Bonansea ha segnato due goal e ci ha fatto sognare. Perché? Perché a vent’anni esatti dai campionati del mondo del 1999, le Azzurre del calcio hanno di nuovo vinto una gara ai mondiali. Ma non solo. È la prima volta che tutti possiamo vedere le partite. I diritti tv sono stati acquisiti da Sky, che dal 2018 ha siglato con la Figc (che dallo stesso anno organizza il torneo) un accordo volto a garantire una maggiore visibilità al calcio femminile, ma anche dalla Rai

30.658 euro è lo stipendio massimo per una giocatrice di Serie A

Le ragazze del calcio, anche di Serie A, giocano in un campionato dilettantistico, non godono cioè dei privilegi e delle tutele del professionismo. Che significa? Innanzitutto, uno stipendio limitato: al massimo 30.658 euro all’anno, esclusi i rimborsi spese e le indennità di trasferta (che possono arrivare a circa 62 euro al giorno, e solo per cinque giorni a settimana). Inoltre non possono ricevere contributi. Una condizione ben diversa rispetto a quella dei colleghi uomini, che godono di contratti da professionisti e di stipendi ben più considerevoli. Se negli Stati Uniti dal 2016 è stata approvata una legge che riconosce alle giocatrici della Nazionale di calcio femminile gli stessi stipendi dei loro colleghi, in Italia la situazione è rimasta immutata. Nonostante questo, Barbara Bonansea, ha rinunciato a giocare nel club più forte d’Europa (l’Olympique Lione) pur di militare nella squadra di cui è tifosa, la Juventus.

Qualche segnale incoraggiante c’è

I club della Serie A maschile negli ultimi anni hanno sviluppato la propria squadra femminile. La Juventus, per esempio, è stata fondata solo nel 2017. E alla partita Juventus-Fiorentina del 24 marzo hanno assistito quasi 40mila spettatori, facendo registrare il tutto esaurito all’Allianz Stadium di Torino. Spostandoci sul piano internazionale, all’inizio dei Mondiali il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato un piano di finanziamento per il movimento calcistico femminile: 500 milioni di euro di investimenti nei prossimi 4 anni.

La questione legata alla disparità di trattamento fra donne e uomini genera un grande dibattito, che ultimamente si è arricchito di un nuovo tassello. Ada Hegerberg, prima Pallone d’Oro femminile della storia e calciatrice più pagata al mondo (400mila euro all’anno) nella squadra dell’Olympique Lione, ha deciso di boicottare il Mondiale che avrebbe dovuto disputare con la Norvegia: il motivo è legato al trattamento di favore riservato ai calciatori. Una denuncia partita dalla giocatrice più famosa, che intende smuovere le coscienze e rendere il movimento femminile pari a quello maschile.

di Francesco Gabriele De Vivo

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