Digital story telling. Cos’è e perché aiuta le aziende

3962

Felice Limosani “sarto” della comunicazione e digital storyteller, ci svela 10 regole per farcela

Cos’è il digital storytelling?

«Non è la classica storia scritta, con inizio e fine, possibilmente meravigliosa, buoni, cattivi e tecniche varie di narrazione. Nemmeno una storia raccontata con immagini, video e testi come farebbe il cinema o la tv. È un racconto non banale, con risvolti metaforici e un messaggio. Suscita meraviglia, sa far giocare, riflettere e spiazzare. Usa diversi media e può essere interattivo».

Parla al pubblico, è interattivo

Il digital storyteller parla al pubblico e non ai target. Il suo talento “attiva” le persone alla comunicazione, alla connessione, alla condivisione: i nativi digitali lo fanno spontaneamente. Commentano, contribuiscono, sono social. Il digital storytelling crea interazioni. Permette allo spettatore di essere dentro e non di fronte alla storia per interagire e appropriarsene per poi elaborarla a suo piacimento. La storia diventa stimolo per fare riflettere, approfondire. Il pubblico ne sente la forza, si emoziona, partecipa attivamente. Diventa a sua volta generatore di contenuti. Può anche non essere fisicamente presente: il digitale permette di raggiungere anche chi è distante. Come? Per esempio girando video con il pubblico, che poi diventano parte della narrazione, fermando in qualche modo la sua partecipazione spontanea. In questo modo, l’evento comincia quando finisce.

Non è mai banale

Lo storyteller fa in modo che la partecipazione del pubblico a quel momento di vita crei una storia rilevante. Non punta sulla spettacolarità, ma sull’efficacia. La storia partecipata è uno spettacolo che non si esaurisce, ma continua. Lo storyteller dà valore agli apporti, individua i momenti di maggior efficacia, quelli dove si condivide un’idea con il pubblico. La sua storia diventa attrattiva, magnetica.

Non vende niente

Devi attrarre pubblico, non il consumatore. Proponi una storia, non un prodotto. Se no, stai facendo solo un’altra forma di visual merchandising. Il valore dello storytelling si valuta dalla qualità del progetto e del pensiero che c’è dietro. I brand più evoluti si tengono alla larga dal citare i prodotti nel digital storytelling. È una nicchia nuova piena di opportunità che permette di comunicare con creatività e un’interpretazione personale

Mixa!

Il digital storyteller miscela esperienze e linguaggi per generare nuovi pensieri. «Sono stato dj per 20 anni» spiega Limosani. «Uso anche ora la tecnica “cut&mix”, che usavo per remixare la musica». Come il remake, fa rivivere un film o parti di film, ricombinandole in un’opera nuova, lo storyteller dà nuova vita a opere rilevanti, attraverso la tecnologia. Qualcosa da dire, da fare e da far sapere. Hai un obiettivo concreto, racconti una storia di altri su commissione. Assumi la dimensione del fare, del saper fare e del far sapere. Far sapere significa generare una comunicazione spontanea. Non come un ufficio stampa. Genera una storia che faccia innamorare la gente. Esteticamente piacevole (da vedere, sentire, assaporare). Ed emotivamente coinvolgente. Nessun inganno, autenticità.

Visione, progetto e budget

Il digital storyteller “vede a occhi aperti”. Poi passa alla renderizzazione: il progetto prende forma virtuale,
tridimensionale. Fa il computo: chi fa cosa? Quanto costa? Occupati dell’organizzazione e del percorso di produzione: materiali, piantina, norme di sicurezza… L’azienda dà un budget, il digital ci deve stare
dentro, con un’idea forte. Ne propone una. Se è vincente, il committente può anche accettare un overbudget. Le aziende diventano laboratori culturali, i committenti mecenati.

felice limosani

Centra l’obiettivo in team

Sei come un direttore d’orchestra, un collettore dell’armonia generale, incanali le direttive che poi i collaboratori portano a termine. Devi occuparti con lucidità di più progetti, con capacità da coach (guida e motivazione). Ti servono almeno un paio di assistenti, poi una squadra per realizzare il progetto: artigiani, professionisti, architetti… Sei certo che il progetto funziona solo quando l’hai realizzato, con altre persone, concentrato sull’obiettivo.

Requisiti per farcela

Parti dal tuo talento e dal tuo stile. Sii creativo ma concreto. Curiosa in mondi e ambiti artigianali, usa tecnologie in modo improprio (non sei un ingegnere), vedi gli oggetti con altre prospettive. Ci sono scuole di storytelling narrativo e scuole di videomaking e postproduzione di contenuti digitali.

Guadagni?

«La qualità di un’idea è valutabile come un’opera di arte contemporanea. 100 volte più del budget per una proposta di agenzia. Ma bisogna farsi un nome. Consigli? «Parti da aziende medio-piccole, anche con budget contenuti, che hanno necessità di raccontarsi in modo nuovo. Non escludere le istituzioni
culturali e il mondo retail».

INFO: http://www.felicelimosani.com/

Questo è un estratto dell’articolo pubblicato su Millionaire di settembre 2015.

Silvia Messa

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteStartupper italiani inventano le auto del futuro
Prossimo articoloCandy Crush di Zacconi acquistata per 6 miliardi di dollari

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.