Matteo Pichi di Foodinho racconta la sua exit in Spagna

Come prendere il toro per le corna! Ha saputo farlo Matteo Pichi, 28enne, startupper italiano. Ha inventato Foodinho, servizi di consegne di cibo con bici, che poche settimane ha fatto exit (è stato acquisito) dalla spagnola Glovo, servizio che ti permette di acquistare qualsiasi prodotto e riceverlo in pochi giorni.

Foodinho, un po’ di storia

Studi alla Luiss e alla Bocconi, esperienze nella divisione Investment Banking di Merrill Lynch. E una vita tra New York e Londra, dove ha fondato la startup, insieme al socio Marco Amato: «A Londra osservavo il mercato del food delivery (la consegna di cibo a domicilio via web). Ho studiato i dati: è un settore in crescita, un valore di 5 miliardi di euro. Secondo gli analisti, nel mondo, entro il 2021, la percentuale di chi ordina cibo online supererà quella di chi preferisce cucinare in casa» spiega Matteo a Millionaire. Apre una Ltd a Londra, ma porta il business a Milano e lo avvia con 70mila euro di autofinanziamento.

L’idea è semplice: «Il cliente visiona i menu online. Ordina, può pagare con carta di credito o alla consegna. La novità, rispetto a business simili, è nella logistica. Nostri messaggeri, geolocalizzati nei pressi del ristorante, ricevono l’ordine con una notifica via App, prendono il pacco e lo consegnano. I vantaggi? Abbassamento dei tempi, circa 30 minuti. E dei costi: un messaggero può consegnare fino a 8/10 consegne all’ora. Il cliente paga tre euro in più. Il sito guadagna con una percentuale sull’ordine. Un messaggero può guadagnare fino a 20 euro l’ora» spiegava Matteo a Millionaire. Leggi qui.

Alla ricerca di investitori

Deciso a cercare un finanziamento importante (1 milione di euro) per la sua startup, Matteo trascorre tre mesi alla caccia di un venture in Italia, ma senza nessun risultato: «Ho preso parte a diverse iniziative, ma non hanno portato a nessuna conclusione. Allora siamo passati al piano B: cercare una società più strutturata con la quale condividere business e valori».

Matteo Pichi(2)

L’incontro su LinkedIn

Dopo varie ricerche si imbatte online nell’annuncio su LinkedIn di una piattaforma che Matteo e il suo team già conoscevano. Si chiama Glovo,  startup nata a Barcellona alla fine del 2014 su un’idea di Oscar Pierre, laureato in Ingegneria Aeronautica al Georgia Institute of Technology che in due anni ha già ricevuto due seed, uno di 140mila e il secondo di 2 milioni di euro. Su LinkedIn Pierre e il suo team stanno cercando un country manager per l’Italia. Matteo coglie l’occasione al volo e partono le trattative: «Noi li conoscevamo e loro conoscevamo noi. Ci siamo incontrati e abbiamo parlato delle nostre visioni del futuro. Quello che ci è piaciuto è la capacità di Glovo di cavalcare il nuovo trend del delivery of evertything, cioè servizi che distribuiscono a domicilio non solo cibo, ma ogni tipo di prodotto».

Óscar Pierre

Foodinho ancora autonoma?

Dopo l’exit si ha sempre un po’ paura di perdere autonomia. Ma è una preoccupazione che Matteo dice di non avere: «È sempre difficile integrare due business, due team, due visioni. Ma con il team di Glovo ci siamo riusciti bene finora. Non mi preoccupa perdere autonomia in una situazione in cui saremo concentrati sulla crescita del mercato locale».

Non si conosce il valore dell’exit

Glovo e Foodinho hanno preferito non divulgare la cifra dell’exit. Quello che si conosce sono i numeri della startup spagnola che ha chiuso il 2015 con un fatturato di 260mila euro (+ 30%) rispetto al previsto. Già presente un tre città Barcellona, Madrid e Valencia) punta a espandersi a Parigi e a Milano, grazie all’exit di Foodinho.

Giancarlo Donadio

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