Mollo tutto e mi metto in proprio a Dubai

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Cresce il Pil, corre l’economia. C’è lavoro. C’è il sole. Negli Emirati Arabi la crisi è passata. E tanti italiani si sono già trasferiti tra Dubai e Abu Dhabi. Come Alfredo Barulli, 28 anni, personal trainer e manager del centro benessere Cryo Health

«Nel 2013, dopo 7 anni di studi e lavoro mediocre ho deciso di andare via dall’Italia. In Puglia non superavo 600 euro al mese. Eppure ne avevo spesi molti di più in formazione in 7 anni in giro per l’Italia e una università americana per personal trainer, che ho pagato con lavori di ogni tipo. Ho fatto il bagnino, il bracciante agricolo, il muratore, l’imbianchino, il venditore porta a porta. Il lavoro di trainer non bastava a pagarmi gli studi. Poi per caso ho visto il film Italians con Scamarcio e Verdone, ambientato a Dubai, e mi sono innamorato di questa oasi nel deserto. Ho deciso di investire gli ultimi risparmi in un corso d’inglese di due mesi, studiando giorno e notte. Poi ho iniziato a inviare curricula e raccogliere informazioni online» racconta Alfredo Barulli, tarantino, oggi residente a Dubai.

Come si fa essere assunti negli Emirati dall’Italia?

«Sui portali gli annunci non mancano. E i colloqui di lavoro possono essere fatti via Skype. La conoscenza dell’inglese è fondamentale. Un hotel di lusso dello sceicco di Abu Dhabi mi ha chiamato per fare il supervisore di palestra e piscina. Contratto a tempo indeterminato, biglietto aereo e appartamento. Credevo fosse uno scherzo, ma era tutto vero. Dopo quattro mesi di lavoro mi sono licenziato perché volevo arrivare a Dubai. Sono tornato in Italia, per portare con me la mia fidanzata. Le ho trovato un lavoro a Dubai e io mi sono accontentato di una agenzia che assumeva trainer in cambio del 40% dei loro guadagni. Dopo un anno, mi sono messo in proprio».

Perché hai deciso di lavorare come libero professionista?

«Guadagnavo molto bene, ma dovevo versare una buona fetta dei miei incassi personali all’azienda. Così ho preferito essere indipendente, perché dopo aver lavorato per un’agenzia per un anno avevo già un numero sufficiente di clienti a cui rivolgermi. Le trafile burocratiche sono veloci, per mettersi in proprio nel mio settore è necessario investire 5mila-10mila euro. Oggi guadagno 3mila-6mila euro al mese e lavoro tre ore al giorno».

Come si vive a Dubai?

«Socializzare è facile, perché gli stranieri sono tantissimi. La criminalità è assente. E poi io amo vivere al mare, in un clima caldo. Certo, da giugno a settembre la temperatura è proibitiva, tra 35 e 50 °C, però l’aria condizionata è presente ovunque».

Gli svantaggi?

«A Dubai si vive di turismo e affari. Ma ogni tanto ti chiedi: fino a quando potrà durare? Cosa succederà quando il petrolio finirà?».

Questo è un estratto dell’articolo di Riccardo Ricci pubblicato su Millionaire di marzo 2015.

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